Bonafede e Basentini premiano le stelle delle Fiamme Azzurre

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Il salone d’onore del Coni si colora d’azzurro, quella tinta che è il simbolo dello sport italiano e anche delle Fiamme Azzurre. “Questa macchia d’azzurro è impressionante – saluta il ‘padrone di casa’ Giovanni Malagò – come è impressionante vedere quanta strada avete fatto”. Durante la premiazione degli atleti della Polizia Penitenziaria si respira più un’atmosfera di festa in famiglia che di cerimonia protocollare. Al termine di una stagione 2019 ricchissima di successi, a ricevere il riconoscimento sono 15 atleti, ma molti altri avrebbero meritato l’onore della ribalta.

E’ Francesco Basentini, Capo Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, a definire fieramente il Gruppo Sportivo “un’eccellenza del Corpo di Polizia Penitenziaria”. E quale sia il peso specifico di questi campioni lo conferma l’intervento del ministro Alfonso Bonafede: “Questa occasione è per me una boccata d’aria pura, voi mi riempite il cuore di orgoglio e di affetto. Portate in alto il nome dell’Italia nel mondo e siete un modello per tanti giovani, perché noi delle Fiamme Azzurre rispettiamo le regole e non vogliamo scorciatoie”.

C’è anche un duetto dal sapore schiettamente istituzionale, quando Luca Pancalli – in nome del movimento paralimpico che presiede – lancia al Guardasigilli un appello-proposta: “Le Fiamme Azzurre sono state le prime ad accogliere tra le proprie file gli atleti paralimpici e dal 2007 hanno condiviso con noi un’esperienza che va al di là del semplice progetto sportivo e del risultato sul campo. Ora lancio una nuova sfida, quella di adottare la normativa sul collocamento obbligatorio per inserire i nostri campioni a pieno titolo nell’amministrazione della Giustizia”. La sfida viene raccolta prontamente da Bonafede: “E’ una cosa che faccio con molto piacere. Sto cercando di promuovere una Polizia Penitenziaria che si muova oltre il perimetro delle carceri e di sorveglianza. Mi impegno da subito a valutarne la fattibilità”.

Il velista Vittorio Bissaro premiato dal ministro Bonafede

Poi la sfilata degli atleti, premiati con una pergamena ricordo. Il primo è Vittorio Bissaro, il velista che ha appena vinto in Nuova Zelanda il titolo mondiale della classe olimpica “Nacra 17” eppure deve ancora lottare per conquistarsi la seconda partecipazione ai Giochi. La forza delle Fiamme Azzurre è la continuità di un progetto e sul palco si avvicendano ragazzi meno che ventenni e campioni popolarissimi, che da anni calcano le scene dello sport. Significativo che le parole di gratitudine nei confronti dell’Amministrazione arrivino proprio da questi ultimi, da Giovanni Pellielo (quattro medaglie olimpiche nel tiro a volo): “Le Fiamme Azzurre dal 1995 sono state la mia seconda mamma” e da Aldo Montano (cinque volte sul podio della sciabola): “Saluto tutti, ma voglio dire grazie al settore sanitario di Casal del Marmo, perché spero che mi porti nelle migliori condizioni alla mia ultima Olimpiade”.

Il Guardasigilli premia la ciclista Letizia Paternoster

Tutti gli altri sorridono, rispondono alle domande del conduttore Ilario Di Giovambattista, salutano il ministro Bonafede e il presidente Basentini: il gruppo di un ciclismo incredibilmente vincente – Letizia Paternoster, baby-talento, con Elena Cecchini e Michele Scartezzini – e poi Massimiliano Mandia (tiro con l’arco), Eleonora Giorgi (atletica leggera), i pattinatori Matteo Rizzo, Charlène Guignard e Marco Fabbri, la giovanissima promessa del triathlon Beatrice Mallozzi, due nuotatrici sulla cresta dell’onda come Ilaria Bianchi e Martina Carraro e per chiudere il contagioso entusiasmo di Oney Tapia, il titolato discobolo non vedente.

Il ministro mostra la tuta, omaggio delle Fiamme Azzurre

Al momento dei saluti anche il ministro della Giustizia reclama il suo premio e prontamente arriva una tuta delle Fiamme Azzurre: “Per non screditarvi vi prometto che la indosserò solo in casa”, dice Bonafede con un sorriso.