Dal pranzo di S. Stefano al presepe ecologico, quante iniziative in carcere

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Il giorno di Santo Stefano, nel carcere di Regina Coeli, la Comunità di Sant’Egidio ha accolto a pranzo un centinaio di detenuti mentre in tutte le sezioni dell’istituto è stato distribuito lo stesso menù, fatto di lasagne e polpettone. Il Pranzo di Santo Stefano, giunto alla decima edizione, è un evento che caratterizza all’interno degli istituti penitenziari il periodo che va da Natale all’Epifania, un lasso di tempo caratterizzato da varie iniziative con momenti di svago e scambio di doni.

Pranzo di Santo Stefano nel carcere di Regina Coeli
Pranzo di Santo Stefano nel carcere di Regina Coeli

A Perugia, nel carcere di Capanne, il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo del capoluogo umbro e presidente della Conferenza episcopale italiana, ha partecipato al pranzo di Natale, allestito nella sezione femminile, assieme a 95 detenuti. Durante il pranzo, a cui ha partecipato anche la direttrice del carcere Bernardina Di Mario, un gruppo di donne ha intonato dei canti spiritual accompagnati con entusiasmo da tutti i partecipanti attraverso il battito ritmato delle mani. “Pranzare insieme con tutte voi il giorno di Natale – ha detto Bussetti – è un segno dell’attenzione da parte mia e della Caritas diocesana verso voi che state vivendo una condizione particolare della vostra vita”. “Auguro a voi, alle vostre famiglie, a tutto il personale di quest’istituto – ha aggiunto il cardinale -, un Natale buono e luminoso”.

Il cardinale Bussetti nel carcere Capanne di Perugia per il pranzo di Natale (foto Ansa)
Il cardinale Bussetti nel carcere Capanne di Perugia per il pranzo di Natale (foto Ansa)

I detenuti del carcere di Pavia hanno invece offerto il pranzo ai 400 ospiti della Comunità di Sant’Egidio: antipasto, primo, due secondi con contorno , dolci, spumante e caffè che sono stati serviti nelle cripte di San Miche e San Luca alle persone meno fortunate della città. Gli ospiti della sezione ‘Protetti di Torre del Gallo’, prima di affrontare l’impegno natalizio, hanno frequentato un corso di cucina che gli ha dato le conoscenze necessarie a imbandire una tavola così numerosa e impegnativa.

Ha fatto molto parlare il grande ‘presepe ecologico’ (realizzato con materiali riciclati come materassi, lenzuola, bottiglie e polistirolo) allestito dai detenuti del carcere palermitano di Pagliarelli (questo il resoconto del TGR Sicilia).  La giornalista Simona Licandro, autrice del servizio, ha anche intervistato due detenuti-artigiani. Il primo ha concluso il suo commento dicendo “noi ci abbiamo messo tutto il cuore” mentre il secondo ha dichiarato: “E’ un’attività che potrebbe servire anche a nel futuro perché è una sorta di inserimento. Oltre a imparare l’arte è anche una bella soddisfazione”. L’iniziativa organizzata dall’associazione nazionale Polizia di Stato raccoglie a Palazzo Cuto a Bagheria le opere realizzate dai detenuti ed ex detenuti di varie parti della Sicilia.

Uno scorcio del presepe realizzato dai detenuti nel carcere Pagliarelli a Palermo
Uno scorcio del presepe realizzato dai detenuti nel carcere Pagliarelli a Palermo