Antimafia e antiviolenza: progetto educativo nel nome di Pio La Torre

progetto antimafia 2020 Centro Pio La Torre
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Riprendono con l’inizio del nuovo anno scolastico anche le lezioni del Centro Studi Pio La Torre: la 14esima edizione del Progetto educativo antimafia e antiviolenza ha come oggetto il “Terrorismo mafioso, le infiltrazioni negli uffici pubblici, il welfare della mafia e i rapporti tra boss e chiesa”.

Il ciclo di videoconferenze promosso dal Centro fra gli studenti degli istituti scolastici secondari italiani e all’estero e gli allievi delle case circondariali, è patrocinato dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, in collaborazione con il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria (DAP) che gestisce la partecipazione dei detenuti interessati, la Direzione Investigativa Antimafia, le associazioni degli studenti universitari, la Regione Sicilia, la presidenza dell’Assemblea Regionale Sicilia e l’ANCI.

Il sistema di videoconferenza, da sempre usato dal Centro per il collegamento con scuole e case circondariali, è stato potenziato ancor di più nel periodo di lockdown a causa della epidemia da Covid-19.  “Il progetto educativo mira a contribuire – è scritto nel sito del Centro studi – a un generale processo di educazione civica degli studenti delle scuole secondarie di 2° grado pubbliche, paritarie e delle case circondariali, ispirato ai principi della nostra Costituzione, della Carta Europea dei diritti umani, della Dichiarazione Universale dei diritti umani. L’obiettivo di fornire agli studenti criteri, stimoli e strumenti di valutazione libera e critica”.

Ogni lezione sarà tenuta da una sala della città di Palermo e all’inizio del ciclo gli studenti risponderanno a un questionario circa la loro percezione del fenomeno mafioso di cui si tratterà durante le lezioni.

“In questo momento di grave crisi economica – ha spiegato Vito Lo Monaco, presidente del Centro – pesano gli allarmi, lanciati da varie parti politiche e istituzionali sui tentativi concreti di infiltrazioni mafiose nei territori, nel tessuto sociale ed economico del paese sofferente e a disagio per gli effetti negativi sulle famiglie, sulle imprese, sui lavoratori e sui soggetti sociali più deboli e poveri”.