“Scambio esperienze Paesi Ue: crisi occasione per migliorare”
4 Giugno 2020
Il Guardasigilli Alfonso Bonafede ha partecipato questa mattina al Consiglio dei ministri UE della Giustizia, svoltosi in videoconferenza.
Al centro della discussione l’impatto della pandemia da Covid-19 sullo spazio di giustizia europea. Durante il suo intervento Bonafede ha spiegato come il nostro Paese, sin dall’inizio della crisi sanitaria, abbia adottato diverse misure processuali e organizzative per affrontare la grave emergenza sanitaria globale: “Questa crisi ha costituito anche un’occasione per imprimere un’accelerazione ad alcune prassi e modelli organizzativi da applicare in futuro. Penso allo smart-working come sintesi tra efficienza e benessere dei lavoratori, al consolidamento della digitalizzazione del processo, anche di quello penale, pur nel rispetto dei diritti fondamentali che lo governano, alle videochiamate in carcere come integrazione ai colloqui e anche all’autoproduzione di mascherine all’interno delle strutture di pena come modello di lavoro per i detenuti”.

Rivolgendosi ai suoi omologhi europei, Bonafede ha posto l’accento su un’altra questione cruciale per i prossimi mesi: “Non dobbiamo sottovalutare che la crisi economica e la ricostruzione possono innescare anche gravi spinte verso il crimine organizzato, l’usura e la corruzione. Bisognerà trovare un punto di equilibrio tra la necessità di accesso facilitato a un sostegno economico pubblico per i soggetti più colpiti dalla crisi e la necessaria attenzione, da parte delle Autorità, per prevenire il rischio di accaparramento criminale”.

Concludendo il suo intervento il ministro della Giustizia italiano ha affermato che la “nuova sfida è la capacità di trovare i margini di adattamento e flessibilità del sistema di giustizia rispetto al quadro sanitario. Il continuo scambio di esperienze tra noi non potrà che aiutarci anche in queste sfide future”.
Tra i temi trattati durante il vertice anche il progetto di regolamento sulla cessione dei crediti, la questione dell’estradizione di cittadini dell’UE verso paesi terzi, l’insediamento della Procura europea (EPPO) e i negoziati internazionali in corso riguardo alle prove elettroniche.