“Misure adottate hanno evitato danni a intero sistema sanitario”

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“La pandemia ha messo in crisi tutti i luoghi ‘chiusi’, e tutte le misure che abbiamo adottato hanno evitato un contagio che non sarebbe stato dannoso soltanto per la popolazione dei detenuti e per chi lavora nelle carceri, ma per tutto il sistema sanitario”. Così il Guardasigilli Alfonso Bonafede durante l’audizione in commissione Giustizia del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle condizioni dei soggetti sottoposti a regime carcerario italiano.

Sul tema delle decisioni riguardanti le scarcerazioni durante la fase più acuta dell’epidemia, Bonafede ha ricordato come “l’autonomia e l’indipendenza dei magistrati siano un dato incontrovertibile alla base della nostra democrazia e del funzionamento della giustizia”. Sui numeri delle scarcerazioni, il Guardasigilli ha chiarito che “i detenuti che hanno ottenuto il differimento della pena o altre misure alternative alla detenzione per motivi sanitari attinenti al Covid-19 sono stati 223, di cui 121 condannati in via definitiva, e 102 sottoposti a provvedimenti restrittivi di tipo cautelare”. “Al 23 settembre – ha proseguito Bonafede – i detenuti appartenenti al circuito di alta sicurezza rientrati in carcere sono 112, compresi i tre sottoposti al 41bis”.

Rispetto ai numeri del contagio il Guardasigilli ha affermato che “al 29 settembre 2020, i detenuti che risultano positivi al Covid sono 20, solo 1 dei quali ricoverato in struttura ospedaliera esterna. Per quanto riguarda il personale dell’Amministrazione, alla stessa data, 57 sono affetti da Coronavirus, 55 in isolamento nella propria abitazione e 2 presso le caserme degli istituti”.

Il ministro della Giustizia ha sottolineato come dal 2018 in poi siano “state gettate le basi del rilancio delle politiche assunzionali del personale, per conseguire l’obiettivo della piena copertura e ampliamento delle piante organiche, considerata la grave scopertura esistente, del personale di Polizia Penitenziaria”.

Sul versante dell’edilizia penitenziaria Bonafede ha spiegato che l’impegno è quello di aumentare il numero dei posti detentivi: “Nel corso del 2020 sono stati ultimati e attivati 3 nuovi padiglioni detentivi da 200 posti ciascuno negli istituti di Parma, Trani e Lecce, mentre è imminente l’attivazione di un ulteriore nuovo padiglione di pari capienza presso l’istituto di Taranto. Entro l’anno sarà ultimato anche un padiglione da 200 posti nella Casa di Reclusione di Sulmona”.