Il Festival dello sviluppo sostenibile si occupa di ‘Università in carcere’
8 Ottobre 2020
“L’Università in carcere. L’accesso allo studio delle persone in detenzione” questo il titolo dell’incontro on-line che si terrà oggi, nell’ambito del “Festival dello sviluppo sostenibile”.
Tra i protagonisti dell’evento anche il direttore dell’ istituto di pena di Padova, Claudio Mazzeo, che sottolinea l’importanza dei progetti formativi: “Nella casa di reclusione di Padova esiste da tempo un polo universitario, con 51 detenuti iscritti. L’offerta formativa è varia ma stiamo pensando anche di aggiungere un corso in scienze motorie, vista la presenza di una area sportiva polifunzionale”. La proposta didattica, tuttavia, copre un ampissimo raggio : “Si parte dal corso di alfabetizzazione per arrivare sino alla laurea”.

Gli studenti possono contare su una area dedicata “che permette collegamenti telematici – sottolinea il direttore -. Visto il numero degli iscritti, che è sempre in aumento, stiamo valutando un ampliamento degli spazi a disposizione”.
Mazzeo ricorda che “i detenuti prendono annualmente parte, tranne eccezioni dovute alla pandemia, alle cerimonie di apertura dell’anno universitario e di premiazione degli studenti che hanno completato il proprio percorso, anche per avvicinare i reclusi alla vita della comunità esterna”.
Il direttore dell’istituto veneto ha in mente anche un obiettivo ambizioso: “Vorrei creare un progetto pilota, in partnership con l’Università, e attraverso la scienza sperimentare un nuovo approccio rieducativo, modificando alcune procedure e procedendo verso la digitalizzazione, tenendo conto dell’attuale e diversificata popolazione carceraria”.