Concorso assistenti giudiziari
Fabbrini: orgoglio per il Ministero
23 Ottobre 2020
Il Ministero della Giustizia ha esaurito la graduatoria, composta da 4915 idonei, del bando a 800 posti di assistente giudiziario, a meno di tre anni dalla sua approvazione.
A tracciare un bilancio è Barbara Fabbrini, capo del Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria (DOG): “Questo concorso è stato un orgoglio per tutto il Ministero, che ha voluto fortemente assumere, dopo 20 anni, tanti giovani, trovandosi di fronte a circa 300.000 domande di partecipazione alle prove. Abbiamo dimostrato che è possibile inserire le nuove generazioni nella Pubblica amministrazione, anche di fronte a numeri imponenti”.
È stato necessario un grande impegno, sotto diversi aspetti: “Non sono mai mancati, nei vari pacchetti finanziari, i fondi per proseguire e completare lo scorrimento – prosegue Fabbrini -, permettendo all’amministrazione di essere sicura di raggiungere l’ambizioso obiettivo. Inoltre, non abbiamo avuto necessità di chiedere proroghe, avendo esaurito la graduatoria nei tre anni della sua vigenza. La Giustizia si è dimostrata un’eccellenza nel campo delle assunzioni per tempi, modalità e volontà, visto il piano per il reclutamento da oltre 13.000 unità, firmato dal ministro Bonafede l’anno scorso e che sta proseguendo nonostante il Covid”.

Secondo il capo del DOG un altro aspetto da rimarcare riguarda “l’impegno e alla dedizione assoluta della Direzione generale del personale e della formazione e della DGSIA, alle quali va riconosciuta la capacità di aver saputo cambiare passo rispetto al passato, oltre alla coralità del lavoro del Ministero tutto. Ad esempio, nello svolgimento delle prove orali, ci ha aiutato la task-force dell’amministrazione penitenziaria, che ringrazio sentitamente.”.
L’utilizzo di mezzi telematici, adottato sin dall’inizio della procedura, è divenuto imprescindibile in tempi di pandemia: “La scelta fatta sin da subito – sottolinea Fabbrini – è stata quella della digitalizzazione avanzata del concorso in tutte le sue fasi, dalla presentazione della domanda alla scelta della sede. Anche in presenza del Covid-19 ci siamo trovati nella necessità di assumere, continuando a scorrere la graduatoria e a dare un posto di lavoro a chi ne aveva diritto. Abbiamo, quindi, individuato le soluzioni più idonee a questo scopo, che garantissero nel contempo sicurezza ed efficienza”.
I vantaggi della tecnologia sono evidenti perché, secondo il capo del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, “in una fase delicata come quella che viviamo, vengono garantite le distanze fisiche. Anche da un punto di vista pratico, la scelta della sede effettuata dagli assistenti giudiziari con modalità telematiche è stata piuttosto agevole. Per cui, proseguiremo su questa strada per i prossimi concorsi a bando da cancelliere, da funzionario e da direttore amministrativo”.
“Sicuramente – conclude la dirigente – questo concorso ci consegna alcuni dati interessanti: il 73% degli idonei proviene dal Sud, il 18% dal Centro e il 9% dal Nord. In Italia, quindi, proviene dal Meridione e dalle Isole un’enorme richiesta di lavoro nella Pubblica amministrazione, mentre le carenze di organico sono collocate soprattutto al Settentrione. Questo divario enorme fra i nuovi assunti e le vacanze negli uffici è un problema organizzativo, mentre quello della platea è un problema sociale, che il Governo sta fronteggiando con grande attenzione”.