Cagliari, la sfida della lavanderia del carcere: le commesse esterne
17 Novembre 2020
Ha preso il via il progetto Lav(or)ando, che prevede unservizio di lavanderia industriale all’interno del carcere “E. Scalas”, di Cagliari-Uta. Una opportunità di lavoro e possibile reinserimento sociale per i detenuti che vi prenderanno parte.
Marco Porcu, direttore dell’ istituto di pena sardo, ricorda il cammino che ha condotto a un simile risultato : “Abbiamo aderito come partner a un progetto presentato dalla cooperativa Elan, che già gestisce il servizio di lavanderia al carcere minorile di Quartucciu, partecipando al bando della Fondazione per il sud e siamo stati selezionati. L’iniziativa, che ha durata quadriennale, si basa sulla formazione di circa 24 detenuti, con graduale immissione al lavoro di altre persone, in base alle necessità contingenti”.

“Verrà gestito il servizio interno di lavaggio – prosegue Porcu – oltre alle altre attività connesse. La vera sfida, però, sarà ottenere commesse esterne, in modo da equiparare l’attività interna alle modalità operative di una qualsiasi azienda. Prima di essere adibiti alle mansioni lavorative, gli interessati prenderanno parte a un tirocinio della durata di due mesi. Questo percorso permetterà, magari, agli interessati di acquisire competenze spendibili anche successivamente al termine della pena“.
Il direttore quindi rimarca che: “Nella fattispecie, non parliamo di semplice attività di pubblica utilità, ma di vera e propria attività di impresa che ci auguriamo possa incrementare nel tempo in maniera sempre più significativa”.
“Viviamo in un tessuto economico piuttosto disagiato – conclude Marco Porcu – per cui non è facile trovare un soggetto imprenditoriale che voglia investire in un istituto di pena e, quindi, questa iniziativa è da salutare con grande favore”.
La foto di copertina è tratta dalla pagina facebook della Cooperativa Sociale Elan