Cesti natalizi realizzati nel carcere di Padova donati alla presidente Casellati

I prodotti della Pasticceria Giotto di Padova allestita all'interno del carcere
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I responsabili della Cooperativa Giotto, azienda che da molti anni si occupa di lavoro nelle carceri, sono stati ricevuti nei giorni scorsi dalla presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, alla quale hanno consegnato tre ceste confezionate dai detenuti del carcere di Padova e contenenti prodotti tipici di Vo’ e di Codogno.

Da tempo nella casa di reclusione, grazie al progetto che nel 2005 ha portato la Pasticceria Giotto di Padova a trasferire il proprio laboratorio nella Casa di reclusione Due Palazzi della città veneta, vengono realizzati dolci d’ogni genere, biscotteria classica e cioccolatini, ma anche colombe di Pasqua e gli apprezzatissimi panettoni. Più recentemente è stata avviata anche la produzione dei gelati.

Da 15 anni il progetto ha ‘sfornato’ anche uomini rinnovati nello spirito: detenuti che hanno appreso un mestiere, ne hanno carpito i segreti e che si sono poi trasformati in pasticceri sapienti. In alcuni casi questa specializzazione è stata fondamentale per ricominciare una vita dopo aver espiato la pena.

Le tre ceste donate alla presidente del Senato sono state confezionate dai detenuti con prodotti tipici delle zone di Vo’ e Codogno, due località rese purtroppo famose perché teatro dei focolai di febbraio durante la prima ondata di Coronavirus.

Per Nicola Boscoletto, capo della cooperativa Giotto, questa iniziative “vuol essere un semplice gesto di testimonianza di come ci si può aiutare, mettendo al centro, prima ancora dell’aiuto economico, un sostegno al lavoro delle aziende e perciò alle persone che vi operano. Perché siamo convinti che, come ripete instancabilmente Papa Francesco il lavoro è ciò che dà dignità”.