Reggio Emilia, riflessioni dei detenuti sull’amore nella Giornata della donna
8 Marzo 2021Hanno scelto la stoffa, come quella che un tempo si utilizzava per le tute dei detenuti, a righe, perché si potessero distinguere dai liberi, qualora fossero riusciti ad evadere. Sopra hanno impresso le loro riflessioni e le hanno dedicate alle donne, in particolare, a tutte quelle che sono state vittime di violenza.
Gli autori sono sei uomini, detenuti nel carcere di Reggio Emilia, che hanno voluto in questo modo invitare tutte le donne a non subire più alcun gesto violento, a denunciare ogni sopruso, ogni atto che loro stessi, nonostante il passato complicato, hanno definito “vile”.
Le cinque riflessioni, che hanno intitolato “Testamento dell’amore del detenuto“, iniziano tutte così: “Imparate a riconoscere l’amore perché” e, ciascuno di loro ha offerto una spiegazione. C’è chi ha proposto, “in amore si gioca alla pari”, chi ha suggerito che “l’amore è sano e non fa male”, oppure “siamo nati con l’amore”, “l’amore non è prepotente” e infine, il più semplice e complicato, la regola aurea, “l’amore è rispetto”. Cinque ‘perché’, semplici pensieri, in apparenza, che volendo potrebbero trasformarsi in ‘comandamenti‘ ai quali sottoporre un rapporto d’amore, aiutando ogni donna a capire meglio cosa e chi si ha di fronte.
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“ Siamo uomini, siamo padri e figli di una famiglia” hanno motivato unanimemente i sei “nella vita abbiamo commesso errori, ma ci dissociamo da questi vili atti che urtano anche la nostra sensibilità e diciamo: no alla violenza sulle donne”.
Sulle pergamene – realizzate in tessuto – assieme alle riflessioni hanno impresso, al posto della matricola, il 1522, numero gratuito antiviolenza, e una scarpa rossa, simbolo delle donne vittime di femminicidio, con un otto disegnato, a ricordare l’8 marzo, il giorno dedicato alla donna.
Il progetto, ideato dalla referente regionale di Gens Nova, Anna Protopapa, volontaria del penitenziario, è stato promosso grazie anche alla collaborazione del comandante commissario capo, Rosa Cucca, della Direzione dell’Area educativa dell’istituto penale.
Una delle pergamene è stata donata alla ministra della Giustizia, Marta Cartabia.