Confisca, destinazione e utilizzo di beni sottratti alla criminalità

Bene confiscato alla mafia
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Sono complessivamente 34.525 i beni definitivamente confiscati, come risulta dal censimento condotto dall’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata: quasi il 16% rispetto al totale di quelli presenti nella Banca Dati Centrale – BDC (215.995), istituita presso la Direzione generale per gli Affari interni del Dipartimento Affari di Giustizia.

Questo solo uno dei tanti dati contenuti nella Relazione semestrale al Parlamento sui beni sequestrati e confiscati – pubblicata nel sito del ministero della Giustizia – che rappresenta l’elaborazione di tutti i procedimenti iscritti nella BDC  fino al 31 dicembre 2020 e lo stato dei beni coinvolti.

Interessante, rispetto al complesso dei beni confiscati definitivamente, il dato relativo ai cd ‘beni destinabili’, cioè quelli che a conclusione dell’attività giudiziaria, verranno restituiti alla collettività, a ristoro del danno subito e che, proprio la società civile potrà riportare a “bene comune”, sia che abbiano un valore economico, sia che costituiscano beni culturali, edifici di pregio artistico o opere d’arte. Al dicembre del 2020 risultano complessivamente 8.465 beni, di cui 8000 immobili e 400 circa le aziende.

Anche in quest’ultima relazione alcuni distretti mantengono la posizione per numero di beni sequestrati: in testa Palermo (52.688), seguita da Napoli (33.129), Roma (21.147), Torino (11.631) e Reggio Calabria (18.653), ma anche Milano e Catanzaro con circa 10mila beni sequestrati, dimostrano che l’attività di contrasto è dappertutto molto consistente.

 

RELAZIONE SEMESTRALE AL PARLAMENTO