Relazione/2 “La corruzione? In Italia si vede a occhio nudo”

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“In Italia la corruzione non ha bisogno di essere raccontata, la corruzione in Italia si vede ad occhio nudo”. Lo ha ribadito il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, nel corso delle repliche al Senato dopo il dibattito sulla Relazione sull’amministrazione della giustizia.

“Ogni volta che vediamo una parte di Paese con imprese che scappano all’estero lì c’è spesso un fenomeno di corruzione che disincentiva gli investimenti, ogni volta che in seguito a un terremoto cade una scuola o un ospedale, lì c’è corruzione perché è stato usato materiale scadente per costruire l’edificio” ha aggiunto Bonafede.

Il Guardasigilli, poi, rispondendo ad alcune critiche esposte nelle repliche alla sua relazione, rivendica “l’utilizzo del termine spazzacorrotti che all’estero è stato ribattezzato bribe destroier act, una legge che distrugge le mazzette. Cominciamo ad avere una terminologia che possa dare il messaggio di nettezza della lotta dello Stato rispetto a un fenomeno come la corruzione”.

Durante la relazione introduttiva, il ministro aveva fornito dei dati definiti “allarmanti”. Citando le statistiche internazionali in tema di corruzione, Bonafede aveva fatto dichiarato che “il livello di corruzione percepita nel settore pubblico colloca l’Italia in posizione lontana dai vertici della classifica europea, spia di una grave insufficienza e di una costante, sensibile distanza da livelli auspicabili e realmente competitivi”. In particolare, in ambito Ocse, aveva osservato il Guardasigilli, “l’Italia è il Paese con il più alto tasso di corruzione percepita, come emerge da una ricerca curata dall’Eurispes: tale dato sfiora il 90% e rischia di provocare conseguenze concrete sull’economia nazionale in termini di fiducia nelle istituzioni e nei mercati”.