DAP: Progetto PROTECT, iniziative di contrasto alla criminalità sessuale

Bandiera Unione europea Foto ImagoEconomica
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Cooperare nella prevenzione della criminalità sessuale, elaborare progetti destinati agli autori di reato e nuove strategie nella tutela delle vittime sono i principali obiettivi del progetto internazionale PROTECT, concluso di recente, e del protocollo sperimentale in tema di contrasto dei reati sessuali che ne è derivato.

Due corsi di formazione rivolti al personale penitenziario in servizio in tutte le aree degli istituti detentivi sono stati organizzati, in attuazione del progetto, dalla Direzione generale della formazione del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP)  insieme all’Ufficio V coordinamento dei rapporti di cooperazione istituzionale con il coordinamento della Società Italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria (SIMPSE ONLUS).

I risultati delle proposte formative, apprezzabili tanto sul piano di conoscenze e competenze quanto sulla divulgazione del protocollo, sono stati presentati durante il convegno conclusivo del progetto, presso la Scuola Superiore dell’esecuzione penale “Piersanti Mattarella”.

Relatori al convegno conclusivo Vivian Geiran membro del Council for penological Co-operation (PC-CP) del Consiglio d’Europa e Doris Lo Moro, responsabile del trattamento dei dati personali presso il Ministero della Giustizia. Intervenuti, tra gli altri, Riccardo Turrini Vita Direttore Generale della Formazione del DAP e rappresentanti dei partner stranieri.

I lavori sono stati conclusi nei giorni scorsi dal Capo del Dipartimento Bernardo Petralia che ha espresso apprezzamento per l’azione di tutti i soggetti coinvolti nel progetto.

PROTECT, realizzato grazie alla cooperazione del DAP e dell’Università “Sapienza” di Roma con l’Università di Braga (Portogallo) e con l’Associazione Healthy City (Croazia), ha avuto il riconoscimento della Commissione Europea attraverso il programma Justice REC (Rights Equality and Citizenship).