Delittuosità femminile: l’analisi della Polizia criminale
23 Luglio 2021
Nel 2019 la percentuale delle donne arrestate e denunciate è stata del 18,1% contro l’81,9% degli uomini, nel 2020 del 17,9% contro l’82,1%, flessione con ogni probabilità dovuta al lockdown che ha influito su quasi tutte le macro-categorie di reati. E’ quanto emerge dal report “Donne e criminalità. Analisi dei reati commessi dalle donne e della detenzione femminile negli istituti penitenziari” realizzato dalla direzione centrale della Polizia Criminale con il contributo di specialisti della Polizia Penitenziaria appartenenti al Servizio Analisi Criminale. I dati complessivi riportati confermano, nel complesso, alcune peculiarità della criminalità femminile, a cominciare dalla sua incidenza, nettamente inferiore a quella maschile.
Una “inferiorità” esistente da sempre, che ha dato vita a studi criminologici controversi che gli autori del report hanno brevemente ripercorso, a partire dalla celebre teoria di Cesare Lombroso, che individuava la minore propensione femminile al reato nella “maggiore debolezza e stupidità delle donne rispetto agli uomini”, fino alle tesi nate all’interno dei movimenti femministi.
Lo studio si sofferma sulla peculiarità della detenzione femminile in Italia e sulle criticità determinate dalla scarsa incidenza delle donne rispetto alla popolazione carceraria maschile. Com’è noto, in Italia gli istituti femminili sono un numero limitato che non consente di espiare la condanna in un carcere il più vicino possibile al luogo di residenza, secondo il principio di territorialità della pena stabilito dall’ordinamento penitenziario. Gran parte delle detenute è, pertanto, ospitata in sezioni separate di istituti maschili, con notevoli limiti nell’accesso alle strutture comuni e alle attività sportive, lavorative e formative per evitare situazioni di promiscuità.
Nel report si riferiscono criticità anche sulla cura delle detenute con problematiche psichiatriche, definite come “una delle maggiori emergenze di questi anni” a causa soprattutto dell’insufficienza delle residenze per l’esecuzione di misure di sicurezza (REMS) e la conseguente assegnazione di pazienti agli Istituti penitenziari.
Il documento segnala, infine, alcuni interventi del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria in materia di detenzione femminile, come la realizzazione di strutture igieniche adeguate e la previsione, nei progetti pedagogici, di specifici interventi operativi che tengano conto della differenza di genere.
LEGGI LO STUDIO DELLA CRIMINALPOL DEL DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA
(La foto utilizzata è del Ministero dell’Interno)