DAP e Ordine dei commercialisti:
tirocini nelle sedi penitenziarie
11 Novembre 2021
I futuri dottori commercialisti ed esperti contabili potranno svolgere il tirocinio professionale nelle aree contabili degli istituti penitenziari della provincia di Roma e nella sede del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP). E’ quel che prevede il protocollo d’intesa, firmato l’11 novembre 2021, dal Commissario straordinario dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Roma, Gianpaolo Davide Rossetti, e dal provveditore di Lazio, Abruzzo e Molise, Carmelo Cantone.
La convenzione definisce nei dettagli le modalità di ammissione al tirocinio nelle sedi penitenziarie: il provveditore, attingendo dall’elenco dei candidati compilato dall’Ordine e sulla base delle indicazioni del Capo DAP, assegnerà i tirocinanti agli istituti che si sono resi disponibili oppure alla sede centrale. L’attività da svolgere, per un massimo di sei mesi, sarà invece determinata da una commissione costituita da uno o più delegati di entrambe le strutture. Il dominus dovrà dare l’assenso e vigilare sull’attività formativa del tirocinante, che si svolgerà nelle sedi penitenziarie nelle ore antimeridiane per poi continuare nel pomeriggio nello studio professionale.
La figura di riferimento, durante il tirocinio, sarà quella del funzionario amministrativo contabile che curerà il programma didattico e un’accurata fase formativa dedicata agli specifici ambiti della contabilità penitenziaria.

“Con questa firma prende il via un importante esperimento pilota che se confermerà, come sono certo, la bontà delle aspettative nella sua applicazione al territorio di Roma e provincia, sarà esteso su scala nazionale” ha commentato il capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Bernardo Petralia. “L’apporto di tanti giovani tirocinanti porterà certamente una significativa boccata d’ossigeno alle molteplici necessità alle quali devono far fronte le aree contabili degli istituti penitenziari. Allo stesso tempo, consentirà loro di mettersi alla prova, acquisendo preziose esperienze in un settore tanto vasto quanto insidioso come quello del nostro sistema penitenziario”.