Tossicodipendenze, Cartabia: “Potenziare misure alternative alla detenzione”

Genova, videomessaggio 27nov21
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La ministra della giustizia, Marta Cartabia, intervenendo con un videomessaggio alla VI Conferenza nazionale sulle dipendenze, che dal 27 al 28 novembre si tiene a Genova, ha ricordato come “per il sistema penitenziario, la tossicodipendenza sia una delle questioni centrali, per i numeri per la specificità del problema e per l’intera vita degli istituti”.

Dall’ultima rilevazione del 30 giugno scorso, ha proseguito  la Guardasigilli, risultano: “14.891 i detenuti con problemi di tossicodipendenza su un totale di 53.637 ospiti negli istituti penitenziari”. Il 27% del totale della popolazione carceraria e un alto tasso di recidiva legato ai reati specifici commessi. La risposta al fenomeno, secondo Marta Cartabia, è proprio nel potenziamento delle misure alternative alla detenzione e anche nel lavoro di pubblica utilità, misure che “si stanno rivelando più efficaci nel recupero” delle persone coinvolte in una “emergenza mai svanita  nelle nostre città… una grave piaga, anche se negli anni si è come sbiadita la percezione della sua gravità”.

Ha portato esempi, ha raccontato buone pratiche, parlando di San Vittore e del reparto ‘La Nave‘, nome che evoca il traghettamento delle persone, che lì passano, verso un “altrove possibile”.  “E’ un modo impegnativo di declinare il compito della giustizia” Cartabia lo sa, ma sa anche che potenziare questa strada vuol dire far bene ai soggetti coinvolti, rigenerandoli, e alla società tutta, per il contrasto alla recidiva.