A scuola di Cinevasioni: nella pellicola è nascosto un mestiere
31 Gennaio 2019
Ciak, motore, azione: sono le sequenze che danno l’avvio a un film, in questo caso interiore, per raccontare un percorso di riscatto. Non da imprimere su pellicola, ma da vivere sulla propria pelle. Questo l’obiettivo di ‘Cinevasioni’, festival cinematografico organizzato all’interno della casa circondariale “Rocco D’Amato” di Bologna. Dopo il successo riscosso nelle due annate precedenti, la kermesse allarga i propri orizzonti cercando di tramutare l’occasione culturale in un possibile sbocco lavorativo per chi sconta la pena.
In attesa della terza edizione, in programma a ottobre, è già partito il laboratorio ‘Cinevasioni scuola’: un vero e proprio corso con registi, attori e sceneggiatori chiamati a trasmettere le loro competenze a venti detenuti, sia con pene definitive che in attesa di giudizio, che potranno acquisire esperienza e professionalità per un possibile inserimento nel mondo del lavoro.
Il laboratorio si svolge una volta alla settimana e a partire dal prossimo mese di maggio potrà avvalersi di un cinema che verrà inaugurato all’interno del penitenziario bolognese. Una struttura da 200 posti, con grande schermo e impianto acustico, che sorgerà dalle ceneri dell’ex sala polivalente del carcere e al cui interno verranno proiettate prime visioni: fondamentale, in tal senso, l’apporto fornito dagli archivi della Rai, che hanno messo a disposizione una videoteca da 700 titoli. Detenuti e liberi cittadini potranno guardare i film insieme, per un momento di integrazione e di reciproco scambio. Gettando le basi per un lieto fine fuori dalle mura di cinta.