Negli istituti penitenziari sardi
incontri tra scrittori e detenuti

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Prosegue il tour letterario di scrittori contemporanei, affermati o emergenti, negli istituti penitenziari sardi. L’iniziativa, promossa dal Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria, prevede incontri con i detenuti su temi presenti in opere scelte dai loro autori. Una gamma di argomenti legati alla memoria, all’ambiente, a fragilità sociali ma anche generi come il noir e la saggistica.

La serie di eventi è partita il 3 settembre scorso dal carcere di Tempio Pausania, dove Giampaolo Cassitta ha presentato Domani è un altro giorno” (Arkadia, 2020), ritratto di una donna determinata a restituire serenità ai figli dopo la scomparsa del padre, sullo sfondo della Sardegna tra gli anni Sessanta e Settanta. Il 7 dicembre nella casa di reclusione di Isili, Roberta Secchi ha raccontato l’esperienza dei laboratori di “scrittura incrociata” tra persone detenute e persone libere che hanno dato origine al volume ” Ti prendo in parola, scambi di scrittura tra persone recluse e non” (Sensibili alle foglie, 2016).

L’esperienza della malattia e della disabilità, narrata con leggerezza o declinata in generi inconsueti, è comune invece alle opere proposte da Matteo Porru, che ha presentato “Madre ombra” nella casa circondariale di Alghero, Flavio Soriga che a Cagliari Uta ha parlato con i detenuti del suo “Nelle mie vene“, e Francesco Abate, che presenterà “Torpedone trapiantati” a Oristano.

Dedicati alla saggistica gli incontri degli ultimi giorni.  Fabrizio Raccis, il 12 febbraio a Lodè Mamone ha presentato il suo “Edgar Allan Poe. Il mistero della morte” (Catartica, 2021) e il 13, nel carcere di Sassari, Lirio AbateFaccia da mostro (Rizzoli, 2021). Tra gli ospiti dei prossimi eventi anche Gianni Mascia e Cristian Mannu.

Tutti gli autori che hanno partecipato agli incontri hanno donato i loro libri alle biblioteche degli istituti penitenziari.

“E’ stata la mia prima presentazione in un istituto penitenziario e mi ha colpito dentro l’anima – ha commentato sui social lo scrittore cagliaritano Fabrizio Raccis (che ripeterà, a breve, l’esperienza con i detenuti di Nuoro) – Mi ha sorpreso il fatto di aver trovato dei ragazzi attenti e così interessati alla storia di Edgar Allan Poe; hanno fatto delle domande bellissime sulla scrittura e sul mio saggio. Penso che ognuno di noi, nonostante i propri sbagli, abbia il diritto di trovare un po’ di pace e serenità attraverso la lettura o la scrittura. Grazie infinite a quanti stanno facendo in modo che questi incontri letterari proseguano nonostante le mille difficoltà dovute alla pandemia.”