Crimini di guerra, Cartabia: “Dar voce al diritto anche nei conflitti”

Marta Cartabia
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Le donne agenti di pace, con un ruolo determinante nella risoluzione dei conflitti internazionali. Parte da qui, la ministra Marta Cartabia, per sottolineare l’importanza il ruolo delle donne nei processi di pace, anche alla luce della situazione attuale in Ucraina.

Intervenuta durante la conferenza internazionale “The Role of Women and Women’s Civil Society Organizations in Peace Processes“, organizzata dall’Università di Siena, la Guardasigilli ha dato rilievo all’importanza della raccolta di prove, immagini, testimonianze di chi sta subendo con ogni probabilità, come appare dalla lettura dei giornali e dalle immagini sui media, una serie importante e grave di crimini di guerra. “Bisogna contribuire, sin da subito, alla verifica dei fatti e delle responsabilità con tutti gli strumenti che il diritto ci mette a disposizione” – ha rimarcato la ministra Cartabia.

E parlando di pace, ha fatto riferimento a quattro donne le cui storie sono emblematiche: Iryna Venediktova, 43 anni, prima procuratrice generale dell’Ucraina e prima donna a ricoprire questo incarico; Carla Del Ponte, 75 anni che per gran parte della sua carriera si è spesa per dar voce al diritto soprattutto relativamente ai crimini più cruenti , come quelli consumati nell’ex Jugoslavia, di cui si è occupata come procuratrice capo del Tribunale penale internazionale dal 1999 al 2007.

La Ministra ha poi citato poi Mareyaa Bashir, già procuratrice di Herat in Afghanistan, prima donna in quel ruolo e più volte nel mirino di attentati che ha incontrato in occasione del  conferimento della cittadinanza italiana ed infine Eleanor Roosevelt, moglie del Presidente degli Stati Uniti il cui ruolo è stato decisivo nella scrittura nel 1948 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, mentre il mondo si divideva nei blocchi della guerra fredda.