“Riforma fallimentare
passo avanti per imprese”
7 Febbraio 2019
Intervenendo al Question time nell’Aula del Senato, il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha risposto a due interrogazioni in tema di retribuzioni dei funzionari U.N.E.P. (Ufficio unico notificazioni, esecuzioni e protesti) di Bolzano e di riforma della disciplina della crisi d’impresa e dell’insolvenza.
Alla questione posta dal senatore Meinhard Durnwalder sulle ragioni della mancata corresponsione della quota percentuale (relativamente al I, II, III e IV bimestre 2018) spettante agli Ufficiali Giudiziari, come derivante dai crediti recuperati dall’Erario, il Guardasigilli ha spiegato che la causa dei ritardi nel pagamento degli emolumenti è dovuta alla necessità di attuare il protocollo (ancora non formalmente adottato) che rimette alla Regione Trentino-Alto Adige la previsione delle modalità operative di gestione del personale transitato nei ruoli della Regione autonoma.
Bonafede ha aggiunto che il Ministero sta valutando la possibilità di dare comunque seguito già da subito alle legittime aspettative del personale, sulla base delle modalità contenute nella bozza del protocollo stesso, previo accordo con l’Ente Regionale.
In risposta all’interrogazione della senatrice Anna Maria Bernini sull’affidamento delle funzioni di curatore e di liquidatore ai consulenti del lavoro previsto dal nuovo codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, il ministro Bonafede ha chiarito che “si tratta un’opzione in più nel ventaglio offerto al giudice per la gestione della crisi”, anche perché “la conservazione dell’impresa e la salvaguardia dell’occupazione sono elementi connessi”. Il ministro della Giustizia ha precisato, inoltre, che l’obiettivo perseguito dalla previsione è di “coadiuvare il Giudice attraverso figure professionali idonee a supportare, nella fase di emersione della crisi fino alla sua auspicabile risoluzione, le scelte di gestione, tra le quali rilevano indubbiamente quelle relative alle risorse umane, ai rapporti di lavoro e agli ammortizzatori sociali per gli esuberi legati alla crisi di impresa”.
Il Guardasigilli ha aggiunto che la “riforma fallimentare, che ha completato il suo percorso con i decreti attuativi è un passo avanti non per una categoria o un’altra, ma per tutto il mondo delle imprese”.