Zaynab Dosso, un fulmine di 19 anni: 11”59 il suo primato sui 100 metri

Zaynab Dosso
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Zaynab Dosso, 20 anni da compiere a settembre, tutti la chiamano “Za”: un nome sprint, come lei è veloce, una delle italiane più veloci del momento. A Rieti, venerdì scorso, ha abbassato il primato personale sui 100 metri fino a 11”59 e domani, nel Meeting Internazionale di Savona, proverà a correre più forte ancora.

Lo avesse fatto un mese fa, forse sarebbe spettato a lei un posto nella staffetta azzurra che a Yokohama è arrivata quinta nelle “World Relays”, le qualificazioni per i Mondiali di Doha: invece la sprinter delle Fiamme Azzurre, pur avendo spesso provato in allenamento la prima frazione che le spetta, in Giappone è stata prima riserva del quartetto.

Zaynab Dosso
Zaynab Dosso durante i Campionati Europei allievi di Tbilisi nel 2016 / Foto di Giancarlo Colombo/A.G.Giancarlo Colombo

Ma la stagione è ancora intensa, come incredibilmente intensa è stata la sua vita per una ragazza nemmeno ventenne: “Sono arrivata in Italia a nove anni, dalla Costa d’Avorio – comincia a raccontare Zaynab, nome che in arabo significa saggezza – I miei genitori già vivevano a Rubiera, vicino Reggio Emilia, e quello che ho fatto da Abidjan all’aeroporto Marconi di Bologna è stato il primo viaggio della mia vita”.

La accompagnava la sorella maggiore, Khadija, ma per le due ragazze è stato l’inizio di un’avventura: “In Costa d’Avorio vivevo a Man, nel nord del Paese, con un sacco di zie che io chiamavo mamma e tanti cugini, perché mio nonno aveva cinque mogli”. Dell’Europa, del mondo occidentale, conosceva solo quello che aveva visto nei film: “Intorno a me era tutto diverso, tornavo da scuola a piedi e buttavo la cartella senza nemmeno entrare in casa: il nostro campo di giochi era tutto il quartiere e alla sera mi divertivo con le mie cugine a cercare le pecore del gregge di mio nonno che non erano tornate dal pascolo”. A Rubiera, la patria della ceramica emiliana, la scuola non era come i college americani che aveva visto nei telefilm: “E nemmeno come ero abituata da piccola: qui tornare a casa voleva dire restare a casa”.

Ci voleva lo sport per dare una diversa prospettiva all’esistenza di Za, merito dei Giochi Studenteschi e della solita, lungimirante professoressa di educazione fisica: “Mi ha visto correre nelle selezioni scolastiche, mi ha detto che ero forte e avrei fatto bene a provare con l’atletica”. Detto, fatto: “Al campo di Rubiera ho trovato una signora bionda, molto simpatica: ho corso una prova di 80 metri e ho battuto tutte le altre, poi lei mi ha detto di tornare il mercoledì e il venerdì”. La signora bionda era Loredana Riccardi, tuttora la sua allenatrice. E Zaynab è tornata al campo mercoledì e venerdì e molti altri giorni ancora, perché la sua strada era già segnata. Da ragazzina ha vinto tutti i titoli italiani che poteva, ma come “straniera residente”: il regolamento dell’atletica lo permette, nelle categorie giovanili: “Dopo la naturalizzazione di mio papà, io sono diventata italiana il giorno del Golden Gala 2016: la mattina è arrivato l’OK e il pomeriggio ho corso con la maglia azzurra, nella staffetta della nazionale juniores”.

Altre maglie tricolori, da allieva e da juniores: fortissima soprattutto nello sprint breve, nei rettilinei indoor, ma anche sui 100 metri, dove è stata quarta individuale e bronzo in staffetta agli Europei Under 18. In Fiamme Azzurre è arrivata che aveva poco più di 18 anni: “Conoscevo ovviamente il Gruppo Sportivo e anche Audrey Alloh, che è di origini ivoriane come me ed era un’avversaria fortissima (una delle migliori velociste italiane dell’ultimo decennio, ndr): quando ho saputo che ero entrata schizzavo dalla felicità!”.

Inizio eccellente, poi quello che sembrava un problema da niente, nella primavera del 2018: “Ho preso una distorsione e ho fatto i controlli: quando mi hanno detto microfrattura al perone mi è cascato il mondo addosso, perché non avevo mai avuto infortuni gravi”. Tanto tempo per recuperare, perché nella fretta di andare ai Mondiali Under 20 di Tampere è uscito fuori anche un fastidio muscolare: “Ma adesso sembra tutto a posto e i numeri sul cronometro devono per forza abbassarsi”.

Dopo Yokohama Loredana Riccardi e anche il tecnico delle Fiamme Azzurre, Giorgio Frinolli, ci si sono messi d’impegno e il tempo di Rieti è la prima conferma del lavoro svolto. Gli obiettivi della stagione sono gli Europei Under 23 in Svezia e poi i Mondiali assoluti di Doha, in settembre, dove la staffetta italiana cercherà la qualificazione olimpica e lei, Zaynab Dosso, ci spera: “Come diceva mia nonna, è meglio non credersi grandi perché sono poi i fatti a renderti grande”.