A 38 anni dall’assassinio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa

generale carlo alberto dalla chiesa
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Dieci anni prima delle stragi di Capaci e di via D’Amelio, un altro eccidio di mafia aveva scosso la coscienza collettiva del Paese.

La sera del 3 settembre 1982 Carlo Alberto Dalla Chiesa, generale dei carabinieri e da cento giorni prefetto di Palermo, veniva colpito a morte in via Isidoro Carini insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro, al suo fianco nell’auto di famiglia. Dell’agguato rimase vittima anche l’agente di scorta Domenico Russo, che guidava la vettura di servizio a breve distanza e morì il 15 settembre a seguito delle ferite riportate.

Uomo delle istituzioni e servitore dello Stato, il generale Dalla Chiesa si era guadagnato profondo rispetto e prestigio nel ruolo di capo del nucleo speciale antiterrorismo che aveva ricoperto durante i cosiddetti ‘Anni di piombo’.

Proprio richiamando i risultati ottenuti da Carlo Alberto Dalla Chiesa nella lotta all’eversione, il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, lo ricorda come “inventore di un nuovo metodo investigativo e operativo, che ancora oggi guida e ispira le più moderne strategie, anche a livello internazionale, di contrasto alla mafia e al crimine organizzato”.