“A lezione di libertà”, quando scuola e carcere si confrontano

a scuola di libertà
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Obiettivo prevenzione. E’ questo il tema scelto quest’anno dal progetto “A scuola di libertà”: allenare i ragazzi a “pensarci prima”, evitando i comportamenti a rischio criminoso e facendo loro conoscere la realtà degli istituti penitenziari.

La giornata nazionale dedicata agli incontri tra il mondo carcerario e quello scolastico è nata sette anni fa per iniziativa della Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia. Questa edizione ha preso l’avvio il 15 novembre con un percorso che mette a contatto gli studenti con detenuti, o persone recluse ritornate in libertà, e con volontari e operatori esperti del settore penitenziario.

La riflessione sul confine tra illegalità e semplice trasgressione viene portata in un contesto drammaticamente reale, quello riservato all’espiazione della pena. In alcune realtà le scuole potranno entrare anche negli istituti, come accade nel carcere “Due Palazzi” di Padova, dove questi incontri sono stati attivati da 17 anni. In altri ambiti la trattazione avviene nelle aule scolastiche, ma la presenza delle persone detenute e degli operatori penitenziari consente di avere una diretta percezione di cosa implichi il sistema della privazione della libertà.

Testimonianze, esperienze, suggestioni: nelle finalità dei promotori “A scuola di libertà” vuole rendere operativo un processo dinamico, che “alleni” al bene anche attraverso la conoscenza del male e delle sue conseguenze.

Al progetto è legato un concorso letterario per studenti e istituti scolastici, che prenda a tema attraverso un testo in forma libera (racconto, lettera, articolo ….) le forme della pena e del carcere.