Mostra Venezia, Cartabia sul carcere: “Non miracoli ma è in atto un cammino”

Intervento Cartabia alla mostra del cinema di Venezia
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“Oggi firmerò la costituzione di un gruppo di lavoro per iniziare ad affrontare specifici problemi sul carcere, a legislazione invariata”. Con queste parole la ministra della Giustizia Marta Cartabia, in collegamento con la Mostra del Cinema di Venezia per la presentazione del docufilm “Exit” sull’esperienza de ‘La Nave’ nel carcere milanese di San Vittore ha affrontato le difficili problematiche che vivono le carceri specificando che: “Non potremo fare miracoli, ma è in atto un cammino: in relazione al carcere si incomincia a capire l’importanza che questo ha per tutta la società, anche se ci sono sensibilità diverse e tanti pregiudizi dovuti principalmente a chi non conosce questa realtà”.

Ripensando poi alla visita effettuata anni fa nel reparto La Nave, ha ricordato come sia stata per lei spartiacque dal punto di vista professionale e personale. “La visita a tutto il carcere di San Vittore – ha ricordato – “E’ stata importante per  rendermi conto di come il carcere non sia un pianeta ma una galassia con una pluralità di persone: tutti mondi diversi che hanno bisogno di approcci diversi. In quell’occasione, uno dei detenuti mi ha portato a vedere da una finestra qual era la loro vista sul mondo, mi hanno donato una felpa della loro sezione che ancora uso ed anzi mi contendo con almeno uno dei miei figli. La Nave – ha concluso – non è un’eccezione ma un primo germoglio di un albero vivo che presto metterà fronde “.

 La Guardasigilli ha poi affrontato il tema delle detenute madri, ricordando che oggi sono circa 20 le donne che vivono nei penitenziari del Paese con i loro bambini e che la Comunità “Papa Giovanni XXIII” sta offrendo al Dap nuove case per accoglierne 10 ora in carcere con i loro bambini.

La voce della ministra Cartabia è giunta anche durante la presentazione di un altro docufilm a Venezia: ‘Rebibbia Lockdown’, nato da un’idea di Paola Severino e del regista Fabio Cavalli.

Un progetto che secondo la Guardasigilli “Ha permesso di costruire un ponte tra dentro e fuori: un progetto che mi auguro possa essere imitato da altri” – ha specificato – “Attraversare quei cancelli fa bene a chi riceve la visita, ma anche a chi li attraversa. Il tempo del lockdown in carcere è stato anche il tempo delle rivolte, su cui molto resta da comprendere: la comunità ha sofferto come e molto più di noi in questo anno e mezzo di pandemia. Prima del Covid i detenuti erano complessivamente oltre la capienza regolamentare. Ed è allora che sono emersi i problemi del sistema penitenziario”.

Durante il messaggio letto dalla vicepresidente della Luiss Guido Carli, la ministra ha aggiunto che “Ad oggi sono 15 i detenuti morti per Covid e 13 i poliziotti penitenziari. Però possiamo anche dire che i vaccini hanno raggiunto circa l’80% della popolazione reclusa. E questo è un dato di cui possiamo andare fieri”.

Alla mostra del cinema di Venezia oltre ai due docufilm citati, è stato presentato anche il film Ariaferma incentrato sul rapporto tra agenti e detenuti. Protagonisti, per la prima volta insieme, Toni Servillo e Silvio Orlando.