“Adotta uno scrittore”, dal Salone del libro alle carceri

FacebookTwitterWhatsAppEmailCopy Link

Leggere un libro è come viaggiare: è questo lo spirito che anima “Adotta uno scrittore”, il progetto più longevo del Salone Internazionale del Libro, che da anni permette gli incontri degli studenti con alcuni tra i più importanti autori contemporanei. Al centro ci sono la parola e il desiderio di ampliare l’accesso alla cultura, coinvolgendo sempre più Istituti scolastici e penitenziari, affinché anche le scuole in carcere possano diventare veri e propri presìdi culturali.

Nel tempo, oltre 20 carceri hanno preso parte al progetto, tra cui gli istituti di Roma Rebibbia, le case circondariali di Genova Marassi, Pavia, Verona Montorio, Vercelli, Catanzaro e la casa di reclusione di Palermo Ucciardone. L’istruzione e la cultura rappresentano elementi fondamentali del trattamento rieducativo favorendo la crescita personale, l’apertura verso nuove relazioni sociali e il superamento dell’isolamento.

Un esempio concreto è arrivato il 15 maggio nella sezione femminile dell’istituto di Vercelli, dove la giornalista Antonella Frontani ha presentato il suo romanzo “Il silenzio della marea”. Un libro capace di evocare ricordi, stimolare emozioni e far viaggiare lontano anche chi vive in uno spazio ristretto. L’iniziativa, fortemente voluta dall’Area educativa, garantisce pari opportunità anche alle detenute, che spesso, a causa del numero inferiore rispetto agli uomini, hanno meno occasioni di accedere a questi progetti.

Ma non finisce qui. L’edizione 2025 del Salone proseguirà nella sezione maschile di Vercelli con la presentazione del libro “Onda Calabra” di Vins Gallico, autore già noto negli ambienti penitenziari per aver dialogato in passato con detenuti calabresi, anche minorenni. “Un’esperienza di grande intensità, anche se rischiosa”, ha dichiarato lo scrittore.

Da Nord a Sud le iniziative culturali non si fermano: dal 19 maggio prende il via la XXII edizione del Progetto Gutenberg, storica fiera del libro sostenuta dal Comune di Catanzaro che promuove un autentico confronto tra scuola, territorio e cultura. Per la prima volta, l’apertura dell’evento avverrà nella casa circondariale “Ugo Caridi” con un incontro sul tema della legalità insieme alla scrittrice Irene Spini.

La lettura, strumento di unione e riconnessione con la società, è al centro dell’impegno della direttrice dell’istituto di Catanzaro, Patrizia Delfino, che ha investito fortemente in progetti culturali capaci di dare voce a tutte le anime del carcere: agenti, educatori, detenuti. Tra questi spicca un ciclo di incontri guidato dalla giornalista Stefania Romito che accompagnerà per sei mesi la popolazione detenuta in un viaggio tra i grandi autori italiani, creando momenti di riflessione capaci di dare spazio a tutte le persone che vivono l’esperienza del carcere.

Viola Mancuso