Afghanistan, la procuratrice di Herat cittadina italiana

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Su proposta dei tre Ministri: Giustizia, Marta Cartabia, Interno, Luciana Lamorgese, e Affari esteri e cooperazione internazionale, Luigi Di Maio, il Consiglio dei Ministri ha deliberato il conferimento della cittadinanza italiana, per meriti speciali, a Mareya Bashir.

Il conferimento della cittadinanza italiana per meriti speciali è disposto con decreto del Presidente della Repubblica.

Ex Procuratore Generale della Provincia di Herat in Afghanistan, incarico che ricopre dal 2006 al 2015, Mareya Bashir ha operato in sinergia con le Autorità italiane durante la loro permanenza nel Paese, collaborando nel campo della giustizia e della protezione dei diritti e delle libertà fondamentali: in questo periodo, infatti, il suo lavoro con i giuristi italiani contribuisce alla stesura della Costituzione afghana e diventa figura di riferimento per la stesura del codice penale afghano.

Durante il suo mandato di Procuratore Generale, ha strettamente collaborato con il PRT (Team per la Ricostruzione Provinciale) italiano di Herat, sostenendo in modo convinto l’attuazione da parte italiana di diversi progetti quali:

    • edificazione di diverse scuole superiori per ragazze, nella città di Herat e nei suoi distretti circostanti;
    • realizzazione dell’ospedale di maternità di Herat e di diverse cliniche distrettuali per fornire servizi di primo soccorso alle popolazioni locali;
    • costruzione di infrastrutture stradali che collegano la città di Herat alle autostrade nazionali dei territori limitrofi;
    • creazione di un carcere femminile con standard elevati di tutela in materia di trattamento penitenziario di detenuti.

La sua figura di prima donna nella storia dell’Afghanistan a ricoprire la carica di Procuratore Generale di una provincia, ha rappresentato uno dei maggiori successi della presenza italiana nel Paese, in quanto a valorizzazione del ruolo delle donne, a difesa dei loro diritti e protezione delle libertà fondamentali della popolazione femminile.

La lotta alla violenza sulle donne è sempre stata una delle priorità del lavoro condotto dal Procuratore Bashir. Nel 2015, infatti, ha fondato Bayat Adalat, uno studio legale impegnato nella difesa dei diritti delle donne, di cui è stata direttrice fino al momento in cui ha dovuto lasciare l’Afghanistan. Oltre a promuovere la conoscenza delle nuove normative al pubblico afghano con il sostegno delle radio locali impegnate nella protezione dei diritti delle donne, ha finanziato e organizzato corsi di formazione a lungo termine sulle nuove norme afgane per giudici, pubblici ministeri e avvocati locali.

Nell’agosto del 2021, poche ore prima dell’ingresso dei Talebani a Kabul, riesce a fuggire, approfittando della validità del visto turco sul suo passaporto. Raggiunge Ankara, dove si mette in contatto con l’Ambasciata italiana che le rilascia un visto Schengen, dietro invito della Ministra della Giustizia, prof.ssa Marta Cartabia, per raggiungere l’Italia.