AG 2026 Corti d’appello: organici, mafia, devianza giovanile
31 Gennaio 2026
Nell’inaugurazione dell’anno giudiziario a Caltanissetta la presidente della Corte d’appello, Domenica Motta, ha sottolineato che l’esigenza di celere definizione dei processi si scontra con l’esiguità delle risorse umane disponibili – magistrati e personale amministrativo – e con spazi inadeguati, per l’insufficienza delle aule del Palazzo di giustizia. Il Procuratore generale, Fabio D’Anna, ha segnalato “un sensibile aumento delle iscrizioni per il reato di associazione di stampo mafioso” e dichiarato che le indagini sulle stragi mafiose e il contrasto alla criminalità organizzata “devono essere considerate di importanza assolutamente prioritaria”.
Anche a Catania la cerimonia si è aperta evidenziando le criticità della giustizia nel distretto di competenza, richiamando “l’inadeguatezza dell’organico e le carenze delle strutture logistiche”. Lo ha detto Giovanni Dipietro, presidente facente funzione dalla Corte d’appello, che si è dichiarato soddisfatto, tuttavia, dei “passi avanti significativi” nel campo l’edilizia giudiziaria. Il Presidente ha evidenziato anche il primato di Catania nell’innovazione tecnologica e nella digitalizzazione degli atti, che ha compiuto “un grosso sforzo per realizzare gli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza”. Dipietro ha poi voluto richiamare l’attenzione sugli “elevatissimi tassi di devianza minorile del distretto”, da porre in relazione con gli “allarmanti dati dell’abbandono e della dispersione scolastica”.
Anche la relazione del Procuratore generale presso la Corte d’appello di Firenze, Ettore Squillace Greco, ha fatto riferimento all’incremento della tendenza a delinquere tra i più giovani: “un preoccupante quadro del disagio minorile, che appare come il riflesso dei problemi che si registrano nel complesso sociale”. Altra tematica affrontata dal magistrato sono state le disfunzioni dei software e i vuoti degli organici. Per quanto riguarda il personale amministrativo, “il lavoro negli uffici giudiziari non è più appetibile. È fortemente penalizzante il rapporto tra stress lavorativo e retribuzione”.
L’intervento del Procuratore è stato preceduto da quello di Isabella Mariani, presidente facente funzioni della Corte d’appello, che ha puntato i riflettori sul mondo carcerario: “L’immissione di un consistente numero di direttori e vicedirettori di nuova nomina negli istituti penitenziari” si è tradotta in una considerevole rivitalizzazione della vocazione trattamentale della pena.
Nel distretto di Genova, Elisabetta Vidali, presidente della Corte d’appello, ha posto l’accento sull’incremento dei reati commessi dai minori, e in materia di violenza sessuale.
Il tema della necessità di investimenti nell’ambito delle risorse umane è stato presente nella relazione della presidente della Corte d’appello di Catanzaro, Concettina Epifanio, che ha parlato di “enormi sacrifici da parte dei magistrati e del personale amministrativo”.
Nel distretto di Campobasso, il presidente della Corte d’appello, Vincenzo Pulilella e il Procuratore generale, Mario Pinelli, hanno relazionato sulla trasversalità, nel territorio, dei reati di competenza della Direzione Distrettuale Antimafia, evidenziando l’emergenza di infiltrazioni della criminalità organizzata anche nel Molise.