AG 2026 Corti d’appello: organico, reati, prospettive
31 Gennaio 2026
Questa mattina in tutte le Corti d’Appello si è tenuta la cerimonia per l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026. Le toghe rosse dei magistrati si sono sedute accanto a quelle nere degli avvocati, rappresentanti del Consiglio superiore della magistratura accanto ai delegati dell’Amministrazione della giustizia, dei locali organismi rappresentativi delle professioni legali, del personale tutto che ogni giorno apre le porte delle cancellerie e delle aule. Ed è proprio al personale, amministrativo o di magistratura, che in tutte le Corti i Presidenti e i Procuratori generali hanno dedicato attenzione nelle pagine delle loro relazioni.
“A Roma un numero sparuto di magistrati contrasta una criminalità dilagante”. Un passaggio tratto dalla Relazione di Giuseppe Meliadò, presidente della Corte d’appello della Capitale, che parla di una città “assediata dal traffico di droga e, attraverso il traffico degli stupefacenti, assediata dalla criminalità”. A Palermo, Matteo Frasca, presidente reggente della Corte d’appello, parla di una scopertura di poco più del 18%: “Dei 482 magistrati previsti, al 30 giungo 2025 ne erano presenti 392”, dato – prosegue – “in continua variazione in considerazione dei trasferimenti”, ma parla anche di un organico che però viene coperto con l’arrivo di nuovi magistrati di prima nomina. E Reggio Calabria che, precisa Caterina Chiaravallotti, presidente di Corte d’appello, “per diversi anni ha dovuto fare fronte alle difficoltà determinate dalle scoperture d’organico” che sino attestate anche su indici superiori al 50%, ma che dal maggio 2025 ha “raggiunto la copertura delle sezioni penali dopo quelle civili”. Però, ha proseguito Chiaravallotti, “può affermarsi senz’altro che vi é stato un grande sforzo e un grande impegno ai fini del raggiungimento dei risultati del Pnrr e che si é rivelato senza dubbio proficuo l’apporto fornito dagli addetti Upp e della magistratura onoraria”. E proprio a questo proposito, la presidente Gabriella Reillo, nella relazione sull’amministrazione della giustizia nel distretto di Potenza, ha sottolineato come “il Pnrr sia stata l’occasione peer lanciare un programma ambizioso per cambiare radicalmente la giustizia e la sua percezione da parte dei cittadini, eliminando l’arretrato, riducendo le pendenze, tagliando i tempi”.
Passando poi a esaminare la tipologia di reati, i procedimenti di Codice rosso, a Roma, “hanno rappresentato oltre il 30% di quelli di rito collegiale trattati in Tribunale e il 13% di quelli monocratici” e l’ufficio Gip/Gup “ha definito ben 4379 procedimenti di questa tipologia, rimanendone pendenti 2826”.Il Procuratore generale, Giuseppe Amato, ha parlato di un recente fenomeno, molto allarmante, che è quello determinato dalle infiltrazioni della criminalità organizzata , anche di stampo mafioso, nel territorio della Regione, a seguito delle quali “nel periodo luglio 2024-giugno 2025, la Dda ha iscritto 406 procedimenti, di cui 309 a carico a carico di soggetti noti, per un totale di 2.151 indagati e 97 a carico di ignoti. In tale contesto – ha spiegato -115 procedimenti hanno riguardato associazioni di stampo mafioso e reati aggravati ex articolo 416-bis.1 c.p., per un totale di 726 indagati, mentre 134 procedimenti hanno riguardato le associazioni finalizzate al traffico di stupefacenti per un totale di 950 indagati’.
A Palermo si registra invece la crescita “dei reati denunciati contro la libertà individuale”: stabili le riduzioni in schiavitù, mentre “aumenta il dato relativo alla tratta di persone”, +125%; in calo furti e rapine ma aumentano del 71% i tentativi di omicidi a danno delle donne, che sono passati nel 2025 da 14 a 24; salgono del 12% le violenze sessuali e del 9% i casi di stalking. Anche Potenza sulla stessa linea registra “l’aumento esponenziale del reato di atti persecutori”, in materia di Codice rosso, le cui iscrizioni sono aumentate del 56%. Mentre, per il procuratore generale presso la Corte d’appello di Perugia, Sergio Sottani: “Negli ultimi 12 mesi le preoccupazioni in ordine ai reati accertati in Umbria sono fondamentalmente in linea con quelle degli anni precedenti”. Ha però anche voluto ricordare il caso del giovane trovato morto nel gennaio 2025 in un b&b di Perugia: “il giovane si è suicidato con modalità particolarmente drammatiche e in diretta mentre chattava con altre persone. Una di queste è stata sottoposta a processo per istigazione al suicidio. Nell’episodio sono coinvolti soggetti molto giovani, da poco maggiorenni. Questo dimostra ulteriormente – ha proseguito il Procuratore – come la rete eserciti una particolare attrazione per i minorenni che, nativi digitali, sono assolutamente in grado di navigare nel web ma spesso ne ignorano la complessità ed i rischi, soprattutto quelli rappresentati dal dark web.
Solo un cenno all’intelligenza artificiale, “certamente una risorsa preziosa di supporto”, come ha sottolineato nel suo intervento Fabio Pinelli, vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, “ma non priva di rischi, perché può influenzare il ragionamento giudiziario, generare dipendenze cognitive, produrre risultati non pienamente controllabili e porre interrogativi sull’autonomia e sull’indipendenza del magistrato”. Da ultimo Pinelli ha fatto riferimento ad alcuni fenomeni come “crisi demografica, flussi migratori e rivoluzione tecnologica”, che trasformano la nostra società, incidendo sulla composizione sociale del Paese, e innescando dunque anche cambiamenti sul modello di giurisdizione del futuro: “Sarà necessario formare giudici dotati di competenze nuove, capaci di operare in contesti sociali e normativi più articolati” questo l’auspicio del vice presidente del Csm.