Agricoltura sociale e prodotti del territorio nel carcere-fattoria di Ancona
27 Gennaio 2021Quando fu aperto, nel 2006, il carcere di Ancona Barcaglione era circondato da un terreno demaniale di circa due ettari invaso dai rifiuti e popolato da animali selvatici. Oggi al suo posto ci sono 300 olivi di varietà autoctone, un apiario, un ovile con trenta pecore, un caseificio, un frantoio e una serra, dove si coltivano more, lamponi e mirtilli. C’è anche un orto- giardino, irrigato con l’acqua di un laghetto, che alcuni detenuti coltivano con l’aiuto di tutor pensionati della Coldiretti Marche. Un’area verde – dove è possibile trascorrere del tempo con i familiari in visita oppure assistere a spettacoli e a eventi ludico-sportivi – che ha contribuito a trasformare una zona desolata in un luogo accogliente oltre che fertile e produttivo.

Neanche le difficoltà e le limitazioni dovute all’emergenza Covid-19 hanno fermato le iniziative della Fattoria Barcaglione, come è ormai conosciuta la casa di reclusione. L’attività zootecnica di allevamento ovini e trasformazione del latte – realizzata in collaborazione con la Regione Marche Assessorato all’Agricoltura, Azienda Servizi Settore Agroalimentare della Regione Marche, il Garante regionale dei detenuti e il Servizio Veterinario Regionale – è stata, infatti, avviata nei mesi scorsi. A dicembre è partito un corso di formazione per detenuti da occupare nel nuovo settore e sono stati allestiti l’ovile e il caseificio Per i primi giorni di marzo è previsto il parto delle pecore e, dopo il periodo di svezzamento, si inizierà la mungitura e la produzione di latticini. Altri corsi su materie legate alla zootecnia sono in programma per formare detenuti addetti alle varie d’intesa per il progetto di fasi di allevamento e produzione.

Il progetto rientra tra le attività previste dal Protocollo agricoltura sociale “Orto sociale in carcere” che sarà firmato, nel corso di una conferenza stampa, il 3 febbraio prossimo dal Provveditore dell’Emilia Romagna e Marche Gloria Manzelli e dal Vice Presidente delle Marche e anche Assessore all’Agricoltura Mirco Carloni. L’accordo estende ad altri istituti del territorio, in particolare a quelli di Ascoli Piceno e Pesaro, le iniziative di agricoltura sociale che hanno caratterizzato gli interventi della Regione Marche in ambito penitenziario. Nell’occasione la Fattoria Barcaglione presenterà la sua storia, i suoi progetti e una produzione che ha valorizzato la dimensione locale, dando priorità alle risorse risorse del territorio da rivalutare o tutelare. La Direzione dell’Istituto sta valutando di allestire, in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico dell’Umbria e Marche, la Federazione Regionale della Coldiretti e la Regione Marche un allevamento di galline ovaiole del tipo “Ancona”, una razza autoctona pressoché scomparsa dal territorio.

Olio, miele e prodotti dell’orto finora sono stati destinati al consumo interno dell’istituto e, quelli in eccesso, distribuiti a famiglie bisognose della zona ma, in vista di un loro incremento, presto potrebbero esserevenduti, sia pure nel circuito della filiera corta, anzi cortissima. Entro il 2021 è, infatti, previsto l’apertura nello spazio antistante il carcere di un piccolo spaccio dove potranno essere acquistati miele (acacia, millefiori e melata), candele in cera d’opercolo, olio di varietà autoctone delle Marche, formaggi e bonsai.