Al Beccaria di Milano, quarta tappa per “Libri Liberi”

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Si è svolta oggi, presso il “Beccaria” di Milano, la quarta delle dodici tappe di “Libri Liberi”, un’iniziativa rivolta ai ragazzi degli Istituti Penali, promossa dalla Fondazione De Sanctis e patrocinata dal Ministero della Giustizia, frutto della collaborazione con il Ministero della Cultura, che affronta, attraverso una serie di testi selezionati, letti e commentati insieme a noti attori ed autori, temi importanti e molto sentiti dai giovani ristretti del contesto minorile.

Proprio per questo è apparso fondamentale, nonostante i numerosi arresti che hanno interessato il territorio lombardo in questi giorni, realizzare comunque l’incontro stabilito di ‘Libri Liberi’, con finalità formative e risocializzanti, per condividere con i ragazzi l’idea che si cresce attraverso l’impegno preso e la responsabilità delle proprie azioni, attraverso la bellezza, la cultura e le relazioni sociali positive, e non attraverso il caos e la confusione.

La location che ha accolto l’evento odierno è lo splendido teatro “Punto Zero”, le cui poltrone, restaurate dai ragazzi dell’Istituto Penale milanese, sono state donate dal Teatro della Scala di Milano: le rosse poltrone del teatro Beccaria accolgono le persone dopo esser state, attraverso i sapienti gesti dei ragazzi, riportate a vita nuova.

La raccolta di poesie di Camillo Sbarbaro, oggetto delle letture odierne, rappresenta perfettamente gli stati d’animo che spesso vivono i ragazzi e le esperienze emotive che li attraversano; vuoto interiore, solitudine, difficoltà a stabilire rapporti armoniosi con la realtà e ad esprimere i propri desideri e sentimenti. Di frequente tale condizione nasce dai rapporti contraddittori legati agli affetti familiari e dalla ricerca di ricreare percorsi di autenticità che ricostruiscano un legame con l’infanzia.

Le voci narranti di Daniele Mencarelli, poeta e scrittore che ha esordito alla fine degli anni Novanta, particolarmente attento e sensibile alle questioni infantili e giovanili ed interessato ai grandi interrogativi dell’esistenza e Alessio Boni, noto e apprezzato attore cinematografico e di prosa, impegnato da sempre in realtà sociali e umanitarie quali UNICEF, A.I.M.A. (Associazione Italiana Malattia di Alzheimer), CESVI (Cooperazione e Sviluppo) Onlus, ed in campagne per la lotta contro il traffico di minorenni e lo sfruttamento sessuale minorile, si mettono a nudo raccontando le proprie esperienze e condividendone i vissuti.

Daniele Mencarelli ha partecipato ai ragazzi momenti difficili della propria storia personale, trovando molte similitudini con le loro storie.

Alessio Boni, dal canto suo, ha utilizzato il teatro come metafora rappresentandolo “come luogo non solo di parole ma anche di gesti e totale libertà e immaginazione… entri empaticamente nel corpo di un altro e di un’altra persona e quindi ti stacchi dal tuo e se riesci ad entrare in quella bolla e ti stacchi dai tuoi problemi e dalle tue frustrazioni…e quindi è fondamentale per questi ragazzi che sono chiusi in queste mura immaginare di andare fuori ….”.

Di seguito una delle poesie declamate da Alessio Boni:  “Taci, anima mia” di Camillo Sbarbaro

Taci, anima mia. Son questi i tristi
giorni in cui senza volontà si vive,
i giorni dell’attesa disperata.
Come l’albero ignudo a mezzo inverno
che s’attrista nella deserta corte
io non credo di mettere più foglie
e dubito d’averle messe mai.
Andando per la strada così solo
tra la gente che m’urta e non mi vede
mi pare d’esser da me stesso assente.
E m’accalco ad udire dov’è ressa
sosto dalle vetrine abbarbagliato
e mi volto al frusciare d’ogni gonna.
Per la voce d’un cantastorie cieco
per l’improvviso lampo d’una nuca
mi sgocciolan dagli occhi sciocche lacrime
mi s’accendon negli occhi cupidigie.
Che tutta la mia vita è nei miei occhi:
ogni cosa che passa la commuove
come debole vento un’acqua morta.
Io son come uno specchio rassegnato
che riflette ogni cosa per la via.
In me stesso non guardo perché
nulla vi troverei…
E, venuta la sera, nel mio letto
mi stendo lungo come in una bara.

La mattinata si è conclusa con grande entusiasmo dei ragazzi partecipanti e ha suscitato grande soddisfazione negli adulti a vario titolo coinvolti, attori, organizzatori e lo staff socio-educativo, che hanno saputo preparare e sostenere i ragazzi con le loro difficoltà linguistiche e culturali, nonostante il momento delicato che sta interessando la realtà penale minorile lombarda che oggi, come in tante occasioni, ha saputo offrire intense, ricche e significative esperienze.

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