Al Malaspina di Palermo l’incanto di un affresco all’improvviso

FacebookTwitterWhatsAppEmailCopy Link

All’improvviso la bellezza di un affresco affiora nei palazzi che ospitano i Servizi Minorili della Giustizia di Palermo. E’ la scoperta nel Complesso Malaspina, attuale sede del Centro per la Giustizia Minorile, che rende ancora più affascinante l’imponente struttura che sorge nel cuore del quartiere Malaspina-Palagonia del capoluogo siciliano.

L’incanto nell’incanto: la grandiosa villa, fatta costruire nel 1680 da Don Giovanni Stefano Oneto, primo Duca di Sperlinga, diviene proprietà dello Stato e del Ministero di Grazia e Giustizia nel 1933. Un palazzo che vanta superbi scaloni interni, terrazze balaustrate che affacciano su due grandi giardini e saloni affrescati con dipinti di pregevole fattura di Vito D’Anna, pittore palermitano (1718-1769) e di Gaspare Fumagalli, artista di origine romane molto attivo a Palermo in quel periodo. La struttura, di particolare interesse artistico, è sottoposta a vincolo demaniale e a tutela come previsto dal Codice dei beni culturali e del paesaggio.

Durante i recenti lavori di restauro nell’area del vestibolo, che precede l’Aula Baviera nel corpo originario della villa, avviene la straordinaria scoperta di una vasta porzione di affresco nella parete che si affaccia verso il cortile. L’intervento si svolge sotto la supervisione di una equipe guidata dal professore Giuseppe Inguì, restauratore di fama internazionale, famoso anche per le sue attività in Palestina e Israele.

Un affresco all'interno del Complesso Malaspina a Palermo

Ciò che emerge dopo il ritrovamento è la rappresentazione di una scena prospettica di architetture in cui si possono riconoscere tre parti di colonne verdi, una balaustra, tendaggi e drappi rossi. La scoperta lascia presupporre che anche altre pareti, non solo del vestibolo, ma delle sale adiacenti, siano decorate con affreschi e dipinti murali, analisi che sta emergendo dai nuovi studi effettuati nelle zone limitrofe.

Di questa restituzione di una fastosa bellezza per troppo tempo rimasta nascosta ne parliamo con Rosanna Gallo, dirigente del Centro per la Giustizia Minorile per la Sicilia.
“Il recente ritrovamento dell’affresco – ha dichiarato – regalo donatoci lo scorso 10 settembre nella giornata della cerimonia regionale del 202° Anniversario della Fondazione del Corpo di Polizia Penitenziaria, denota che il pregio artistico del Complesso è da riscoprire giorno dopo giorno e possiamo certamente affermare di trovarci dinanzi a una fonte immensa di arte e bellezza che riserverà ancora grandi sorprese e nuovi tesori”.