‘Amunì’: a Messina un “nuovo punto di vista” sul mondo e la società

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Durante il periodo del lockdown a causa del COVID-19 l’Ufficio di servizio sociale per i minorenni di Messina ha portato a termine il progetto “Amunì” attraverso la piattaforma Zoom. Alcuni ragazzi del progetto, proseguiranno le attività al campo estivo previsto a Messina a metà luglio.

Partito nel 2011, “Amunì” viene realizzato ogni anno in favore dei minori e giovani adulti sottoposti a procedimento penale, inizialmente nei territori di Palermo e Trapani e,  successivamente, esteso a tutto il territorio nazionale: in Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata, Campania, Toscana, Liguria e Lombardia. Il progetto, curato dal Presidio di LiberaNino e Ida Agostino’ di Messina e dalla sua rete, con il coordinamento dell’associazione Anymore Onlus, che gestisce la parte operativa dell’intervento progettuale, nonché dall’equipe dei volontari, ha realizzato un percorso di cittadinanza attiva e di empowerment dei giovani, in sinergia con le associazioni del territorio dell’area metropolitana, coinvolgendoli attraverso l’ascolto, l’accompagnamento, la promozione di esperienze significative, finalizzate ad offrire un “nuovo punto di vista” sul mondo e sulla società.

I percorsi intrapresi sono stati scelti per far provare ai ragazzi realtà diverse rispetto al loro vissuto abituale, mettendo a confronto le esperienze nuove con quelle vecchie, evitando lo schema “modelli buoni vs. modelli cattivi” ma stimolando il dubbio e lavorando sul cambiamento. I ragazzi hanno incontrato i familiari di vittime innocenti delle mafie, magistrati, Forze dell’ordine, organizzazioni e soci di Libera, ed è proprio attraverso queste conoscenze dei “fatti” e dei “luoghi della criminalità organizzata che hanno avuto la possibilità di ampliare gli orizzonti personali, facilitare la conoscenza di nuove culture, allargare la cerchia di amicizie, assumere ruoli positivi e responsabili nei confronti dei giovani coinvolti con realtà di povertà esistenti nei contesti di riferimento”. Un altro aspetto importante del percorso che  i giovani hanno intrapreso, è stato il riconoscimento dei loro interessi, delle competenze, delle propensioni, utili all’orientamento nei percorsi di ricerca e di contatto con il mondo lavorativo.