Bonafede a Firenze:
“Serve giustizia credibile”

FacebookTwitterWhatsAppEmailCopy Link

Riforma del processo, sia civile sia penale, in ottica di semplificazione e velocizzazione; lotta senza quartiere alla corruzione per ripristinare il senso di legalità nel Paese e potenziamento della macchina-Giustizia con nuove assunzioni e investimenti per tribunali e carceri. Questi, in sintesi, gli obiettivi fondamentali fissati dal ministro Alfonso Bonafede nel suo discorso in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario nei distretti di Corte d’Appello.

Intervenendo al Palazzo di Giustizia di Firenze, il Guardasigilli ha sottolineato la necessità di aprire una stagione di riforme innovative e condivise, frutto del dialogo e della collaborazione con tutti gli operatori del settore, a partire da avvocati e magistrati, e mettendo sempre al centro le esigenze e le istanze del cittadino.

Tracciando un bilancio dei primi mesi di lavoro con i risultati raggiunti e delineando gli impegni del prossimo futuro, il ministro Bonafede ha spiegato come il principio ispiratore della sua azione sia recuperare credibilità agli occhi dei cittadini: “Dobbiamo fare di tutto per ridurre sensibilmente quella percentuale di italiani che rinunciano a far valere diritti e garanzie perché ritengono il sistema troppo costoso, complesso e incapace di assicurare una risposta certa e in tempi ragionevoli.” Per far questo, ha proseguito il Guardasigilli “abbiamo scelto di tornare a investire sul servizio. Le risorse previste dalla legge di Bilancio e da altri provvedimenti normativi già approvati o al vaglio delle Camere dimostrano che la Giustizia è tornata a essere una priorità per il Governo”.

Il ministro ha, quindi, citato i dati del piano di assunzioni che prevede, tra le altre cose, l’ampliamento della pianta organica della magistratura (600 in più) e il rafforzamento del Corpo della Polizia penitenziaria (verranno assunti 1300 agenti entro il 2019).

Fulcro dell’azione dei prossimi mesi sarà la riforma dei riti processuali. Bonafede ha, infatti, annunciato che è già “a buon punto l’elaborazione di un disegno di legge per la riforma del processo civile che consentirà di snellire e di eliminare i momenti di rallentamento”.

Sul piano degli interventi normativi, Bonafede ha sottolineato l’importanza dell’approvazione della legge anti-corruzione con innovazioni– dal Daspo per i corrotti all’inasprimento delle sanzioni, dalle operazioni sotto copertura alla trasparenza per i partiti –  che segnano una svolta anche sotto il profilo culturale e pongono il Paese all’avanguardia a livello internazionale.

Altra priorità fissata dal Guardasigilli a Firenze è la messa in sicurezza e la modernizzazione delle strutture che ospitano gli uffici giudiziari, da realizzarsi tramite “reimpiego dei risparmi di spesa e rapido utilizzo delle risorse finanziarie disponibili”.

Dignità nelle carceri, garantendo condizioni di vita umane ai detenuti e lavoro sicuro agli agenti della Polizia penitenziaria. Questo un altro obiettivo fissato nell’intervento di Bonafede per combattere il sovraffollamento e assicurare una pena realmente capace di rieducare e preparare al reinserimento nella società.

L’esigenza di assicurare una giustizia non solo teorica ma anche sostanziale ha, invece, ispirato la scelta di sospendere la prescrizione all’esito del primo grado di giudizio. Riforma che entrerà in vigore nel 2020 quando sarà già stata completata la revisione del processo penale.

“Una giustizia più efficiente significa una giustizia maggiormente fruibile anche per i meno abbienti”: così il ministro Bonafede ha preannunciato la predisposizione di un disegno di legge, che sarà presentato in uno dei prossimi Consigli dei ministri, “al fine di  semplificare la liquidazione delle istanze,  di estendere il  patrocinio a spese dello Stato anche nei procedimenti di mediazione e alle procedure di negoziazione assistita”.

Il progetto di cambiamento delineato dal ministro della Giustizia mira a costruire un sistema a misura di cittadino, puntando su efficienza e qualità del servizio. In quest’ottica si colloca il progetto della giustizia di prossimità, con l’ambizioso programma che prevede l’apertura entro il 2019 di circa mille uffici, dislocati sull’intero territorio nazionale.

Il Guardasigilli ha, infine, ricordato con orgoglio l’impegno per approvare in tempi brevissimi il Codice Rosso per la tutela delle donne vittime di violenza e lo sforzo, condotto in sede internazionale, per la Procura europea e per rafforzare la cooperazione tra gli stati contro la criminalità organizzata transnazionale.