Arco, Europei indoor: un millimetro incorona Massimiliano Mandia

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Un centro più centro dell’altro ha deciso il derby tutto azzurro che valeva la finale degli Europei indoor di Samsun, in Turchia: e quel 10 con l’asterisco ha dato l’oro continentale dell’arco olimpico a Massimiliano Mandia, fiamma azzurra di natali salernitani, sul compagno di nazionale Marco Morello.

Quando un duello sportivo finisce così, per questione di millimetri, è giusto accomunare entrambi i protagonisti: ma nell’albo d’oro e nella storia della specialità resterà il nome del nostro Massimiliano.

Il tiro con l’arco è una specialità che si basa sul fair play: sono i team manager a segnare i punti degli atleti e la giuria internazionale subentra solo in caso di dubbio. Più in generale è una disciplina aperta a tutti: tanto che gli arcieri paralimpici gareggiano senza limitazioni a fianco dei cosiddetti normodotati. Tanto per fare un esempio: i nostri Alberto Simonelli ed Eleonora Sarti, due primatisti del mondo di para-archery, hanno fatto parte della nazionale assoluta in più di un’occasione, mentre la plurimedagliata paralimpica delle Fiamme Azzurre Elisabetta Mijno è stata terza ai recentissimi Tricolori indoor di Rimini, battendo nel suo percorso verso il podio due azzurre normodotate come Pia Lionetti e Annalisa Agamennoni.

Torniamo agli Europei: millimetri hanno dato l’oro individuale a Massimiliano Mandia, millimetri hanno tolto il bronzo a squadre nell’arco olimpico al terzetto azzurro che vedeva sulla linea di tiro il nostro campione, Marco Morello e Michele Frangilli. Spareggio, o “shoot-off” come si dice in gergo, con i padroni di casa della Turchia: 29 a 28 la volée decisiva per gli avversari. Un punto, è quello che ha diviso dall’oro le ragazze del compound, con la nostra Irene Franchini in squadra assieme a Sara Ret e Marcella Tonioli: in questo caso a fare la differenza, 229 a 230, a vantaggio delle russe. Il “compound” è un arco più accessoriato rispetto all’arco olimpico: il tiro risulta più potente e più veloce, è ancora in discussione il suo inserimento nel programma a cinque cerchi. Ma le medaglie valgono allo stesso modo e i punteggi delle ragazze tendono ad eguagliare o superare quelli degli uomini: perché è questa un’altra delle peculiarità di questo mondo, le donne non soffrono alcun “gap” tecnico o atletico rispetto ai colleghi maschi. Tanto che il primato assoluto, più volte, ha visto un punteggio migliore in campo femminile.

Insomma, questa è una disciplina dove le differenze tendono ad assottigliarsi fin quasi a scomparire: e le Fiamme Azzurre vincono, se non addirittura dominano, in ogni settore. Dal tiro alla targa – la classica specialità olimpica – alle prove indoor, come in questi Europei: ma anche nelle specialità tipiche dell’estate, dal tiro di campagna – un percorso in mezzo alla natura – al 3-D, dove gli arcieri colpiscono il bersaglio su sagome di selvaggina. Quasi un omaggio alle caratteristiche primordiali di un’attività che, fin dalle lontanissime origini, ha aiutato l’umanità nella dura lotta per la sopravvivenza.

Irene Franchini