Armando Punzo, un’autobiografia in forma di romanzo

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Era il 1988 quando Armando Punzo entrò per la prima volta nella stanza del  carcere di Volterra assegnatagli dalla direzione per poter iniziare a fare teatro con i detenuti. Da allora e per oltre trent’anni, quasi ogni giorno, è entrato  in quella ex cella di tre metri per nove  dove è nata la Compagnia della Fortezza e dove sono nati spettacoli che hanno fatto la storia del  Teatro-carcere,  raggiungendo una dimensione che è andata ben oltre  lo spazio originario. Trentasette opere rappresentate nei più prestigiosi teatri italiani ed europei, premi, riconoscimenti e, soprattutto, migliaia di spettatori.

“Un’idea più grande di me” autobiografia umana e artistica di Armando Punzo, nata proprio dal bisogno di indagare il perché di una scelta che lo ha portato a vivere tanto tempo “oltre il limite” e dall’esigenza di approfondire le sue implicazioni personali e politiche.

Un’autobiografia insolita, composta da conversazioni serrate, durate otto anni, con Rossella Menna, scrittrice e studiosa di teatro, che alla fine assume il carattere di un romanzo di formazione sui generis, con due protagonisti che interpretano visioni della vita diverse e complementari.

Dopo una prima serie di incontri tenutisi nel 2019,  gli autori hanno in programma un nuovo ciclo di venti presentazioni itineranti: prima tappa il 6 marzo a Firenze (ore 18:45), nella sala-cinema ‘La Compagnia‘ (via Cavour, 50).

Un’idea più grande di me” sarà presentato con performance di Armando Punzo e Rossella Menna e un dialogo aperto con il pubblico. A seguire, la proiezione del corto “Liberi di creare- 30 anni di teatro della Compagnia della Fortezza” di Lavinia Baroni e Nico Rossi. Alla presentazione, promossa da Stefania Ippoliti, responsabile area cinema di Fondazione Sistema Toscana, parteciperanno, oltre agli autori, il Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, l’ex Garante dei diritti dei detenuti della Toscana, Franco Corleone, e la docente di Storia del teatro e dello spettacolo, delegata del Rettore dell’Università di Firenze, Teresa Megale.