Articolo su omicidio Walter Tobagi: sentenza CEDU condanna l’Italia

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E’ stata pubblicata nella sezione “Strumenti” del sito www.giustizia.it la sentenza emessa dalla Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) nel ricorso promosso da Renzo Magosso e Umberto Brindani, nel 2004 rispettivamente giornalista e direttore responsabile del periodico Gente.

Il tema della causa riguardava la pubblicazione, avvenuta 16 anni fa, di un articolo, intitolato “Tobagi poteva essere salvato”, sulla vicenda dell’omicidio di Walter Tobagi, il giornalista del Corriere della Sera ucciso il 28 maggio 1980 da un commando terroristico di estrema sinistra. Il contenuto del pezzo giornalistico aveva provocato la reazione di due ufficiali dei Carabinieri che si erano sentiti diffamati. La successiva inchiesta aveva portato a un’incriminazione per diffamazione a mezzo stampa davanti al Tribunale di Monza e successivamente alla Corte d’Appello di Milano. La sentenza di condanna era divenuta definitiva dopo la decisione della Suprema Corte di Cassazione, depositata nel 2011.

Sul caso si è ora pronunciata la CEDU, dichiarando la violazione dell’articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Il principio affermato dalla Corte, in accoglimento delle richieste dei ricorrenti, è che la sentenza adottata in sede nazionale si traduca “in una ingerenza sproporzionata del diritto alla libertà di espressione degli interessati, non necessaria in una società democratica”. La decisione della Corte di Strasburgo stabilisce pertanto la condanna dello Stato italiano al versamento di 15mila euro a ciascuno dei ricorrenti, a titolo di “equa soddisfazione”, oltre al rimborso delle spese di giudizio.

LEGGI QUI LA SENTENZA