Avvocati, Sisto: “La difesa è nel dna della democrazia”
7 Luglio 2026
“L’avvocato è un mestiere nobile, in cui il contatto con la difficoltà dell’umano è insuperabile. Noi siamo scelti: qualcuno ci dice ‘metto la mia vita nelle tue mani’. Rappresentiamo la gente”. A dirlo è il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, intervenuto all’Agorà dei Presidenti degli Ordini e delle Unioni, promossa dal Consiglio nazionale forense a Roma Eventi – Piazza di Spagna.
La stessa Costituzione, nel garantire a tutti il diritto di difesa (art. 24), nobilita la professione legale. “Questo fatto che la difesa è nel dna della democrazia è un dato che ci dà forza, dignità e presenza, che abbiamo cercato di affermare”, evidenzia Sisto.
L’impegno è massimo sul portare a casa la nuova legge professionale forense – “siamo a un metro dal risultato”, dice Sisto. I due grandi meriti della riforma sono l’approccio moderno al mestiere e una disciplina uniforme. Passi avanti nel rafforzamento del diritto di difesa, e quindi del ruolo dell’avvocato, sono stati fatti anche da un punto di vista processuale. Dal divieto di intercettazione tra difeso e difensore, al divieto di pubblicare intercettazioni telefoniche che non siano incluse in un provvedimento giurisdizionale. “La garanzia dell’immagine del nostro assistito è la nostra garanzia – spiega Sisto -; se siamo di fronte a una lotta mediatica, questo complica la vita di chi invece deve soltanto difendere il proprio cliente, garantendo il rispetto di quelle regole”.
Sisto mette in guardia dall’utilizzo dell’IA, che rischia di azzerare le differenze tra i vari professionisti. Una vera e propria “delega nei confronti di un altro soggetto” solo apparentemente asettico: “l’algoritmo è scritto da umani, il database è formato da umani. Chi pensa che sia un Moloch della terzietà sbaglia completamente”. Importante, da questo punto di vista, è “avere criteri trasparenti: “quando si utilizza l’IA – vale per noi e per i magistrati – bisogna dichiararlo”.