Beatrice, Delian e Davide, tre giovani una passione: la fatica del triathlon

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Beatrice Mallozzi, Delian Stateff e Davide Uccellari sono i tre agenti in forza al Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre che competono nella durissima disciplina del triathlon. Le tre specialità che affrontano sono nuoto, ciclismo e corsa, come molti di voi sapranno esistono triathlon di diverse distante crescenti che arrivano fino al durissimo triathlon super lungo (più noto come Ironman), ma le distanze della competizione olimpica sono: 1500 metri di nuoto, 40km di ciclismo e 10 km di corsa.

Scopriamo come i nostri tre atleti affrontano questa disciplina così faticosa.

  • Come siete arrivati al triathlon? È stato il vostro primo sport o l’evoluzione di una carriera precedente?

Beatrice: “Prima di iniziare triathlon praticavo nuoto a livello agonistico, poi dopo il successo in varie corse campestri scolastiche, il mio professore di scienze motorie mi suggerì di fare un provino con una società di triathlon romana: Minerva Roma. Quindi per circa 6 mesi ho praticato entrambe le discipline fino alla scelta definitiva di fare triathlon. Credo sia più aderente alle mie caratteristiche”.

Delian: “Sono arrivato al triathlon molto presto, quando avevo solo 7 anni. È stato il mio primo sport agonistico assieme allo sci da discesa, ho portato avanti le due discipline parallelamente fino a 14 anni. Poi ho preso la mia decisione definitiva e ovviamente ho optato per il triathlon perché… amo faticare… Infine ho avuto l’opportunità grazie alle Fiamme Azzurre di trasformare la mia passione in un lavoro ed eccomi qui ad inseguire il sogno olimpico”.

Davide: “Ho iniziato con i corsi di avviamento al nuoto da piccolo, per passare all’atletica leggera dove ho ottenuto nelle categorie giovanili buoni risultati, arrivando anche in Nazionale. Quindi mi sono dedicato anche al ciclismo… Per questo, per rispondere alla trua domanda, devo dire che sì, il mio passaggio al triathlon è avvenuto da esperienze precedenti”.

  • Come affrontate mentalmente una gara, lunga e faticosa come la vostra?

Beatrice: “In tutte le fasi di una gara cerco di avere sempre la massima concentrazione. In particolare faccio in modo di fissarmi degli obiettivi per ogni singola parte della competizione”.

Delian: “Il nostro sport sicuramente è di endurance per eccellenza, la fatica è molta e la gara è lunga ma è anche sorprendentemente dinamica. Questo fa sì che sia anche molto più rapida e sopportabile dal punto di vista mentale. Ovviamente l’alimentazione è fondamentale per sostenere lo sforzo. E’ importante sia curare l’alimentazione pre-gara con cibi digeribili ma allo stesso tempo calorici, sia durante lo sforzo. Io lo faccio con gel principalmente ricchi di zuccheri e sali che mi assicurano un serbatoio di energie ma mi aiutano anche a tenere la mente lucida”

Davide: “Per stare bene il giorno della gara mi preparo scrupolosamente nei mesi precedenti con allenamento, alimentazione, studio dei percorsi e mental training. Tutto questo mi permette di affrontare lo sforzo con lucidità”.

  • Quale è la disciplina più complicata da allenare e perché?

Beatrice: “Per me nessuna delle tre risulta complicata, ma sicuramente ognuna di esse richiede dei tempi di allenamenti differenti e soggettivi”.

Delian: “La più difficile da allenare per me è il ciclismo che, nelle nostre gare, costituisce il 50% della gara. Non solo, essendo i percorsi quasi sempre cittadini ci sono curve, rilanci e dinamiche di gruppo difficili da interpretare. Per allenare tutte queste cose  serve un gruppo di atleti qualificati con cui potersi esercitare costantemente, il che non è sempre facile da trovare”.

Davide: “Nonostante i miei inizi la disciplina che rimane più complicata da allenare è il nuoto, lo trovo più monotona rispetto agli altri due sport perché è molto solitario e nasconde anche insidie tecniche a cui devo prestare attenzione”.

  • Durante questa fase di quarantena come e dove  riuscite ad allenarvi?

Beatrice: “Riesco ad allenare il ciclismo, grazie ai rulli a disposizione a casa, e la corsa nei pressi della mia abitazione, dato che ho degli spazi che mi consentono di correre in sicurezza. Per il nuoto svolgo una serie di esercizi ‘a secco’ con elastici e preparazione fisico-atletica”.

Delian: “Quando si uscirà da questa situazione voglio farmi trovare pronto. Per questo sto cercando di mantenere un volume aerobico generale con il ciclismo indoor e la corsa nei pressi di casa e della palestra per mantenere la muscolatura, purtroppo il nuoto non è praticabile ma grazie ad alcuni esercizi specifici con elastici e pesi riesco a mantenere attivi i muscoli che servono”.

Davide: “La mia organizzazione si svolge tra il garage e il giardino di casa allestiti per allenarmi, noi triatleti siamo forse più fortunati di altri perché possiamo riprodurre buoni volumi di lavoro con tapis roulant e ciclomulino facendo anche esercizi di mobilità, di allungamento e di forza. Il nuoto purtroppo resta penalizzato”

  • Quali obbiettivi avete una volta riprese le competizioni?

Beatrice: “Il mio obiettivo è gareggiare in World Cup e Mondiali u23.”

Delian: “L’obiettivo principale resta l’Olimpiade  e la qualifica olimpica che per il nostro sport non era ancora terminata”.

Davide: “La qualifica olimpica per Tokyo. La pandemia ha interrotto le competizioni in Florida valide come qualificazione a quella che sarebbe la mia terza Olimpiade”.

  • L’inizio dell’emergenza Covid ha segnato un duro momento per i nostri colleghi impegnati nelle carceri nazionali, volete invare un messaggio agli agenti che rappresentiamo come Gruppo Sportivo?

Beatrice: “Esprimo la mia massima solidarietà ai colleghi che si trovano sul campo a svolgere una già complicata e difficile attività lavorativa. Questo lavoro risulta di grande utilità e importanza per tutta la comunità. Perciò oggi tutti loro sono ancora più ‘speciali’: tutte persone unite da un grande senso del dovere, di appartenenza e soprattutto da una grande fiducia”.

Delian: “Voglio personalmente ringraziare tutti gli agenti della Polizia Penitenziaria che in questi giorni difficili anzi difficilissimi, sono comunque sempre pronti a fare il loro dovere in prima linea con vigore e passione. Per me rappresentano un’ispirazione, mi spronano a dare il meglio in quello che faccio. So che non vale molto rispetto al sacrificio che stanno facendo loro ma hanno tutto il mio sostegno, sempre”.

Davide: “È un periodo difficilissimo per i miei colleghi, che rappresento con orgoglio in gara. Sono stati messi a dura prova dalle numerose rivolte nelle sezioni, da parte mia un grande messaggio di solidarietà e di sostegno, ma soprattutto un grande ‘grazie’”.