Beni sequestrati o confiscati: la
relazione semestrale al Parlamento

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Un incremento di 478 procedimenti iscritti in Banca dati centrale al 31 dicembre 2021, per un complessivo numero di 10.717 rispetto ai 10.239 rilevati alla stessa data del 2020: continua anche nel 2021 la riduzione che negli ultimi anni ha portato i nuovi procedimenti a essere sempre in quantità inferiore a 500, mentre fino al 2016 se ne contavano mediamente 587.

Trend che potrebbe essere stato influenzato anche dalle misure emanate per il contenimento della pandemia da Covid-19. Significativa ancora la distribuzione geografica, che per il 44% deve essere intestata a uffici appartenenti all’area meridionale, anche se nell’ultimo triennio i procedimenti iscritti nell’area settentrionale sono aumentati, passando dal 16 al 25%, mentre le isole si attestano al 21,6%.

Queste solo alcune delle informazioni contenute nella Relazione semestrale al Parlamento sui beni sequestrati o confiscati, pubblicata dal ministero della Giustizia e che rappresenta l’elaborazione di tutti i procedimenti iscritti nella Banca dati centrale, incardinata presso la Direzione generale per gli Affari interni del Dipartimento Affari di giustizia, fino al 31 dicembre 2021, e lo stato dei beni coinvolti nei procedimenti stessi. La Relazione in esame, fin dalla edizione precedente, contiene la trattazione dei beni destinati, resa possibile dai dati forniti dall’Agenzia per i beni sequestrati e confiscati.

Per la voce “nuovi beni iscritti” risulta un dato complessivo – nel biennio 2020/2021 – di 21.778, di cui 11.393 nel primo anno e 10.385 nel secondo anno: anche in questo caso si nota una diminuzione rispetto alla maggior parte delle annualità precedenti. Con riferimento all’ubicazione, sono i distretti siciliani a registrare il maggior numero di beni: 5.694 pari al 26% del totale nazionale. Segue la Campania (4824 beni), la Calabria (2.688) e il Lazio (2.062).

In Banca dati centrale, al 31 dicembre 2021, risulta decisamente limitato il numero dei beni sottoposti a sequestro: 6807, circa il 3% cioè del totale complessivo, mentre il numero complessivo dei beni confiscati è 95.106, cioè il 42% del totale dei beni censiti. Da ultimo, l’ubicazione geografica dei circa 15mila beni sottoposti a confisca relativi al triennio 2019-2021, vede in testa Roma e provincia con 3465 beni (di cui 2611 tra immobili e aziende), segue Palermo con 1340 beni (1084 tra immobili e aziende) e Trapani con 1116 beni (1072 tra immobili e aziende). Interessante il dato degli immobili e delle aziende perché rappresentano quei beni che una volta confiscati definitivamente, diventano oggetto di decreti di destinazione.

RELAZIONE SEMESTRALE AL PARLAMENTO