Bollate, aziende di Confimprese in visita per assumere detenuti

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Recruitment in carcere: succede a Milano Bollate, dove questa mattina una delegazione di aziende della rete Confimprese ha visitato il penitenziario per valutare la possibilità di assumere detenuti ammessi al lavoro esterno (art. 21 o.p.).

Nel settore del retail e del commercio mancano all’appello 10mila figure professionali tra addetti alla vendita, commessi, camerieri e personale di sala. Confimprese, che ha all’attivo 500 marchi commerciali, 100mila punti vendita, oltre 1 milione di addetti, rappresenta un’opportunità concreta di reinserimento lavorativo. La casa di reclusione di Bollate, nel corso degli anni, è diventata un punto di riferimento per l’offerta di lavoro ai reclusi e la rete che è riuscita a creare con le aziende: nell’istituto sono attive 13 realtà che danno un impiego a circa 200 detenuti. Tra le imprese presenti oggi nel penitenziario milanese c’erano Eataly, L’Erbolario, Nau! e La Piadineria.

Appuntamenti come questo aiutano a “vedere il carcere non come fardello ma come una potenzialità”, ha detto durante la visita il direttore di Bollate, Giorgio Leggieri. “È un momento difficile – ha proseguito – in cui devi sforzarti di mantenere degli obiettivi, tra cui quello di dare opportunità alle persone. Il carcere non è fonte di rischi ma di energia”.

Il presidente di Confimprese, Mario Resca, ha sottolineato che dare lavoro ai detenuti “non è solo una scelta etica, ma una soluzione organizzativa sostenibile: contratti regolari, formazione, accompagnamento e un impatto positivo anche in termini di riduzione della recidiva”.