Bollate: col bilancio partecipativo i detenuti protagonisti

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Nel carcere di Bollate si sta realizzando il primo progetto di bilancio partecipativo, iniziativa sperimentale di cittadinanza attiva. Un modo per far incontrare due comunità: da una parte i detenuti  e dall’altra i cittadini liberi. Si chiama Idee in fuga ed è curato dalla società Bi-Part, esperta anche in forme di partecipazione civica, con Giorgio Pittella ideatore del progetto e Stefano Stortone, fondatore della società, che funge da coordinatore. La comunità dell’istituto milanese, formata da 1000 uomini e 200 donne, riunendosi in assemblea decide quali interventi siano più utili da realizzare all’interno della struttura detentiva. All’esterno, invece, viene chiesto un aiuto sostanziale nella realizzazione di quegli interventi, attraverso l’organizzazione di una raccolta di fondi con la formula del crownfunding.

Riuniti in assemblea, i detenuti potranno elaborare le proposte per il miglioramento del carcere, progettare quelle più condivise e metterle in votazione. Ovviamente la maggioranza sceglierà quelle che riterrà più importanti, interessanti e adeguate per la vita collettiva. Un modo democratico per cooperare e partecipare. La comunità là fuori dovrà, unendosi intorno all’obiettivo, raccogliere le risorse necessarie, creando così dal di fuori un abbraccio intorno al carcere.

Il progetto ha già fatto una parte importante del percorso. All’inizio di marzo, infatti, sono iniziati gli incontri formativi, perché tutti fossero informati sul funzionamento del progetto, quindi si è passati alla forma assembleare, dove le idee sono state discusse e valutate in termini di fattibilità e progettazione. La fase successiva sarà quella del voto che si svolgerà in due step: il primo, nelle prossime settimane, si esprimerà su un libricino che raccoglie tutte le proposte; quindi a maggio, il secondo voto, sarà solo su quelle che arriveranno in finale.

Il budget previsto è di 10mila euro per ciascuno dei due progetti (uno maschile e l’altro femminile), la cui realizzazione dovrebbe avviarsi nel settembre di quest’anno.

Anche all’estero qualche esperienza del genere è stata avviata, come in Portogallo per esempio, dove però il processo di progettazione è nato all’esterno del carcere. Mentre dal Messico e dagli Stati Uniti gli ideatori sono stati contattati, per l’interesse che ha suscitato la loro iniziativa.

La filosofia alla base del bilancio partecipativo è quella che vuole creare relazioni positive fra i detenuti, fra loro e le istituzioni e, con i cittadini liberi, per realizzare progetti che siano dei detenuti e non solo per loro.