Bonafede: “Migliorare la giustizia con confronto aperto e leale”

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Sono stati molti i temi che il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha affrontato nel suo discorso in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario nella Corte d’appello di Milano.

L’obiettivo di un’amministrazione della giustizia più efficiente si può raggiungere attraverso “un metodo di lavoro” basato su “un confronto leale, aperto e costruttivo“.

Bonafede ha preso la parola dopo la presidente Marina Anna Tavassi – la quale ha lamentato un rinforzo complessivo degli organici del Distretto della Corte d’Appello di Milano al di sotto delle attese – e dopo Piercamillo Davigo (più volte e a lungo applaudito dalla platea) facendo riferimento agli investimenti già stanziati e a “uno sforzo assunzionale senza precedenti”.

All’aumento delle piante organiche – sia dei magistrati sia del personale amministrativo – il ministro ha fatto cenno per arrivare a celebrare processi in tempi più rapidi.

In un altro passaggio Bonafede ha dichiarato: “Mi dispiace che vengano a volte utilizzati per etichettarmi aggettivi che ormai sono all’ordine del giorno come l’essere incivile e manettaro”. “Sono il primo ministro della Giustizia – ha aggiunto- che ha stabilito un controllo strutturale dell’ispettorato del mio Ministero su tutti i casi di ingiusta detenzione. Controllo che prima veniva fatto soltanto sulle cosiddette scarcerazioni tardive”.