Bonafede ai giovani: “Lo Stato deve saper offrire una seconda opportunità”
25 Febbraio 2019
“Ogni volta che la legge viene rispettata, che la legalità prevale sull’illegalità, tutti noi siamo più liberi e la società più giusta. Rispettate le regole, credete in voi stessi, fate le vostre scelte in libertà e dinanzi a voi si aprirà un futuro bellissimo”. Con queste parole il ministro Bonafede si è rivolto ai ragazzi che oggi pomeriggio hanno partecipato a Catania alla prima tappa di “Percorsi di cittadinanza-La Camera incontra i giovani”, il progetto nato dalla collaborazione tra Camera dei Deputati, Ministero della Giustizia e Ministero dell’Istruzione, che consentirà a tantissimi giovani di riflettere sui valori e sui principi della democrazia e sui diritti e doveri sanciti dalla Costituzione attraverso incontri e attività di formazione nelle scuole e negli istituti penitenziari minorili.
Insieme al Guardasigilli hanno dialogato con gli studenti di due scuole superiori catanesi e con i ragazzi che si trovano nell’Istituto penale per i minorenni anche il presidente della Camera, Roberto Fico, e il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti.
Bonafede ha ricordato quanto sia fondamentale per l’intera collettività la sfida della rieducazione e del reinserimento sociale dei ragazzi che hanno commesso errori: “Lo Stato dà la miglior prova di sé ogni volta che si rivolge ai giovani più sfortunati e li prende per mano, li sostiene e offre loro una seconda opportunità. Occorre far capire che un’alternativa è sempre possibile. Il lavoro, lo sport, la cultura, l’arte possono essere le chiavi per permettere l’inizio di un nuovo progetto di vita”. Per il Guardasigilli lo studio della Costituzione svolge un ruolo centrale nel percorso di crescita culturale e di riscatto dei più giovani: “La libertà va cercata nei principi e nelle regole che disciplinano la nostra vita democratica. Di fronte a chi è meno fortunato, lo Stato deve impegnarsi ancora di più per realizzare davvero l’uguaglianza sancita dall’articolo 3 della Carta Costituzionale”.
Rispondendo a una domanda sulla possibile elezione popolare dei magistrati il ministro Bonafede ha, invece, richiamato il principio della separazione dei poteri e la necessità per il potere giudiziario di “essere libero e indipendente, terzo rispetto alle parti in causa e sottoposto soltanto al rispetto della legge e non anche alle logiche del consenso elettorale”.
Per il presidente della Camera, Roberto Fico, “il punto fondamentale è cercare di investire come Stato, come Parlamento, come governo, come regioni, sui ragazzi, sulla formazione e sulla scuola. Dobbiamo lavorare tutti insieme per conquistare i quartieri dove ci sono devianza e dispersione scolastica. Oggi questi ragazzi non sono soli e bisogna far capire loro che dopo aver pagato per i propri errori o dopo aver completato il percorso scolastico ci sono chance eccezionali che le istituzioni possono dare”.