Il ministro Bonafede firma decreto di riorganizzazione del Gom

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Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha firmato questa mattina nella sede della scuola di formazione “G. Falcone” il Decreto Ministeriale di riorganizzazione del Gruppo Operativo Mobile (GOM) della Polizia Penitenziaria. All’evento hanno preso parte, tra gli altri, i sottosegretari Vittorio Ferraresi e Andrea Giorgis, il capo di Gabinetto Raffaele Piccirillo, il capo del DAP Bernardo Petralia, il direttore del GOM Mauro D’Amico e Mauro Palma, Garante nazionale dei detenuti.

Vittorio Ferraresi, Alfonso Bonafede e Andrea Giorgis

Il Guardasigilli ha sottolineato l’importanza del decreto per valorizzare il lavoro svolto dagli agenti del Gom: “In occasione del ventennale del reparto avevo chiarito che per me era fondamentale lavorare sulla normativa relativa al Gom. Una normativa da aggiornare per evitare che la burocrazia diventasse un ostacolo al buon funzionamento del reparto. Ed è proprio quello che abbiamo fatto”.

Il decreto, tra le varie previsioni, ridefinisce i compiti del direttore e del vicedirettore, concedendo maggiore autonomia amministrativa e contabile, rimodula i reparti operativi mobili sul territorio, velocizza il reclutamento del personale da assegnare al reparto e ridetermina, anche se con un decreto successivo, la dotazione organica del reparto.

Bernardo Petralia e Mauro Palma

Bonafede ha ricordato i delicatissimi compiti svolti dagli agenti del Gom: “Grazie all’esperienza e alla professionalità del Gom lo Stato ha a disposizione un patrimonio di informazioni irrinunciabile per la lotta alla criminalità organizzata” . Il Guardasigilli ha anche definito il 41 bis “un pilastro del contrasto alla criminalità organizzata che deve essere tutelato”.

Concludendo il suo intervento Bonafede ha spiegato che “la lotta alla mafia è una priorità dello Stato ed è una priorità per il governo. Ogni giorno il Gom opera in trincea e svolge un’azione fondamentale per far sentire alle mafie il fiato sul collo dello Stato”.

Alfonso Bonafede, Bernardo Petralia e Mauro D’Amico

IL TESTO DEL DECRETO (aggiornamento 31 luglio)