“Nessuno può sottrarsi alla giustizia italiana”

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“Oggi diciamo al mondo che nessuno può sottrarsi alla giustizia italiana”. Con queste parole pronunciate sulla pista dell’aeroporto di Ciampino poco dopo l’atterraggio del Falcon proveniente dalla Bolivia, il ministro Bonafede ha commentato l’arrivo in Italia del terrorista Cesare Battisti.

“Battisti con la sua fuga ha mortificato il dolore delle famiglie delle sue vittime e ha offeso un popolo intero.  Nemmeno il tempo trascorso è riuscito a lenire le ferite inflitte da un pluriomicida macchiatosi di reati gravissimi”.

Diversamente da quanto detto in un primo momento, il ministro Bonafede ha spiegato che l’ex terrorista non sarà portato nel carcere romano di Rebibbia bensì in quello sardo di Oristano. Durante la conferenza stampa svolta a Palazzo Chigi, il Guardasigilli ha precisato come questa scelta “consenta di garantire nel migliore dei modi e in poche ore condizioni di massima sicurezza”. A occuparsi del trasferimento di Battisti in Sardegna sono gli uomini del reparto del Gruppo Operativo Mobile del Corpo di Polizia Penitenziaria.

Ricostruendo le dinamiche che hanno portato alla cattura e all’immediato ritorno in Italia di Battisti il ministro della Giustizia ha sottolineato l’importanza del “lavoro corale da parte del Governo, delle istituzioni, delle forze dell’ordine che hanno cercato questo risultato con perseveranza. Un risultato storico raggiunto da una squadra unita e compatta. Abbiamo dimostrato che quando le istituzioni sono coese nessuno può fermarci. Oggi l’Italia può andare a testa alta a livello internazionale perché si è fatta rispettare nel mondo”.

Nell’incontro con la stampa Bonafede ci ha tenuto, inoltre, a ringraziare tutti quelli che hanno lavorato alla cattura e all’immediato rimpatrio di Battisti e le autorità brasiliane e boliviane che hanno contribuito al raggiungimento del risultato: “Il cambiamento si sta realizzando anche nell’immagine dell’Italia e nell’atteggiamento internazionale nei confronti del nostro Paese. In passato non sempre era stato così, basti pensare all’atteggiamento del governo francese o a quello brasiliano sotto Lula che hanno protetto la fuga di Battisti”.Il ministro Bonafede ha voluto, poi, dedicare un pensiero particolare alle famiglie delle vittime e a tutti i cittadini italiani che “per tanti anni hanno desiderato questo momento”.

Il Guardasigilli ha espresso soddisfazione perché con il ritorno in Italia dell’ex terrorista si afferma un principio fondamentale: “Chi sbaglia deve pagare e questo vale anche per Battisti che dovrà scontare fino alla fine la pena che gli è stata comminata dalla giustizia italiana”. Dopo la lunghissima latitanza per Battisti ora si aprono le porte del carcere. “Giustizia sarà pienamente fatta  –  ha concluso Bonafede – quando Battisti varcherà la soglia del carcere dove sconterà la pena dell’ergastolo per tutti i reati che ha commesso”.