Nel 1980 l’assassinio
di Piersanti Mattarella

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Sono trascorsi 39 anni dall’agguato in cui cadde a Palermo Piersanti Mattarella. Il 6 gennaio 1980 la mafia uccise il presidente della Regione, protagonista di una stagione di riforme in una Sicilia in cui governava il malaffare: gli esecutori materiali del delitto non sono mai stati individuati mentre, come mandanti, sono stati condannati i boss appartenenti alla Cupola di Cosa nostra di allora.

Per il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, che ha ricordato la figura del fratello dell’attuale Presidente della Repubblica proprio nel giorno del 39° anniversario del suo assassinio, “Piersanti Mattarella portò dentro i palazzi della politica siciliana un’aria nuova. Portò la programmazione, la pulizia nelle procedure di nomina e negli appalti, ruppe il piatto della enorme speculazione edilizia in cui mangiavano tutti, a partire da Cosa nostra”.

“Oggi – aggiunge il Guardasigilli – quel passato sembra lontano, tante cose sono cambiate e tanti passi avanti sono stati compiuti ma, con le nostre azioni, dobbiamo continuare a onorare la memoria di chi, come Piersanti Mattarella, quotidianamente inseguiva e realizzava il valore della libertà della politica in nome della legalità e della giustizia”