Brancaccio, Giustizia e Istruzione
insieme per la cultura della legalità

Cartabia e Bianchi a Palermo 22mag22
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Marta Cartabia e Patrizio Bianchi insieme nel quartiere di Palermo, là dove visse e dove fu ucciso don Pino Puglisi, ammazzato per voler dei boss il 15 settembre del 1993.

“Dove cresce l’istruzione, la formazione, ma anche l’educazione della persona, c’è meno bisogno di rieducazione, che è il compito del carcere. L’educazione è sostanzialmente il primo antidoto contro l’espandersi dell’illegalità. L’educazione è un fatto decisivo” ha sottolineato la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, rivolgendosi ai ragazzi che frequentano il Centro Padre Nostro di Pino Puglisi.

“L’esempio del Centro dedicato a Padre Pino Puglisi è rimasto – ha ribadito il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi – ma è tutta la nostra azione che si ispira a questo e mi riferisco ai patti educativi di comunità, la nuova chiave con cui noi vogliamo leggere la scuola e la scuola è presidio di legalità in un quartiere, in un territorio che deve trovare nella sua comunità la forza di riprendere e di crescere insieme”.

Marta Cartabia a Brancaccio 22mag22
Marta Cartabia a Brancaccio 22mag22

Dopo aver visitato anche il Centro antiviolenza realizzato all’interno del mulino del sale di Brancaccio, a Palermo, la Guardasigilli ha incontrato il ministro Bianchi, nella casa museo dove visse Pino Puglisi. “Reputo che l’incontro del ministro dell’Istruzione e del ministro della Giustizia sia di un valore altamente simbolico perché lo vediamo qui, nelle opere del Centro Padre Nostro” e rivolgendosi ai presenti, Cartabia ha proseguito: “Sentire le vostre storie è molto importante per noi, che lavoriamo tutti i giorni per allargare la cultura della legalità anche dove è stata un po’ rosicchiata da qualche sistema diverso. Ma abbiamo bisogno di vedere che ce la si può fare davvero. Per questo ci avete fatto un regalo”.

“L’esempio del Centro dedicato a Padre Pino Puglisi è rimasto – ha detto il ministro Bianchi – ma è tutta la nostra azione che si ispira a questo e mi riferisco ai patti educativi di comunità, la nuova chiave con cui noi vogliamo leggere la scuola e la scuola è presidio di legalità in un quartiere, in un territorio che deve trovare nella sua comunità la forza di riprendere e di crescere insieme”. “Il Patto educativo di comunità – ha aggiunto  – è lo strumento base che noi stiamo usando e che oggi parte dai quartieri più difficili per dimostrare che è lì che è il luogo della scuola ed è lì che
si costruisce la giustizia“.