Campania, protocollo d’intesa tra rete biblioteche e istituti di pena
28 Settembre 2026
Trasformare la biblioteca in un luogo di studio, socializzazione e reinserimento sociale in sinergia con i percorsi trattamentali. E’ questo l’obiettivo alla base del rinnovo in Campania del protocollo d’intesa per promuovere e gestire i servizi di biblioteca negli istituti penitenziari della Regione. L’accordo coinvolge 15 istituti per adulti, due penali minorili e il carcere militare di Santa Maria Capua Vetere.
Tra i punti salienti dell’intesa figura la nascita del Polo delle Biblioteche Carcerarie Campane destinato a creare una rete integrata con le strutture pubbliche territoriali. Il progetto prevede poi percorsi di formazione professionale in biblioteconomia curati da Associazione Italiana Biblioteche Campania per consentire ai detenuti di gestire direttamente catalogazione e prestiti. Verrà attivato lo scaffale circolare per il prestito dei libri direttamente nelle celle, garantendo orari certi di apertura per la consultazione. Il piano include inoltre collezioni multimediali, punti di lettura con storytelling per i figli dei ristretti e la redazione di una carta dei servizi.
L’accordo, della durata di un anno e sostenuta da un contributo di 4.000 euro stanziato da Consiglio Regionale e Garante, vede la firma del Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria per la Campania, Centro Giustizia Minorile per la Campania, AIB Campania, Consiglio Regionale, Garante dei detenuti e Organizzazione Penitenziaria Militare.
“Non è soltanto un atto formale, ma un indirizzo importante per far nascere qualcosa di nuovo attraverso la lettura” ha dichiarato il presidente del Consiglio Regionale, Massimiliano Manfredi, mentre Carlo Berdini, provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria, ha evidenziato come “aumentare le possibilità di lettura costituisca uno dei cardini del trattamento rieducativo”. La Presidente di AIB Campania, Maria Pia Cacace, ha spiegato che “si aggiungerà un modulo per l’acquisizione di competenze curriculari utili al profilo professionale del detenuto”. Infine, il Garante regionale dei detenuti, Samuele Ciambriello ha ricordato che “la cultura è uno strumento valido di inclusione, responsabilità e ripartenza”.
In copertina foto ANSA