Carcere di Pistoia, recuperati documenti d’interesse storico

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Tra i materiali recuperati nei magazzini della casa circondariale di Pistoia e ora conservati nell’archivio storico appena completato, ci sono documenti che raccontano il carcere del passato ma descrivono anche, con rara autenticità, i cambiamenti del costume e del pensiero nel corso dell’intero secolo XIX.

Tra questi, la lettera di conferimento del premio natalità di 1.000 lire a un agente per il suo quinto figlio durante il ventennio fascista o i disegni del trasferimento dei detenuti – durante i bombardamenti del 1943 – dal carcere alle Ville Sbertoli, unici luoghi dotati di sbarre poiché adibiti a manicomio.

I 173 registri, selezionati durante un’attività di scarto d’archivio, costituiscono un piccolo patrimonio storico e culturale che, al momento, non potrà essere versato nell’Archivio di Stato cittadino per la mancanza di spazi e resterà a tempo indeterminato nell’istituto penitenziario.

Un’ ’ospitalità’ gradita alla Direzione e soprattutto ai dipendenti che hanno effettuato, insieme gli esperti del Ministero dei Beni culturali, la descrizione delle serie archivistiche di rilevanza storica dal 1901 al 1990.  “Un’iniziativa faticosa e appassionante, – racconta Rosa Cirone, presidente della Commissione Sorveglianza e scarto degli archivi, su delega della direttrice Loredana Stefanelli – a cui abbiamo cominciato  a pensare durante l’attività di selezione per lo scarto di materiali, giacenti negli scaffali  da tempo immemorabile. Al termine, abbiamo chiesto alla Direzione Generale Archivi del Ministero per i beni e le attività culturali(MIBAC), di poter provvedere noi personale della casa circondariale a inventariare i documenti di rilevanza storica e culturale”.

E’ stato così che Rosa Cirone, funzionaria in servizio nel carcere di Pistoia e appassionata di storia, insieme ad alcuni collaboratori ha inventariato secondo rigorosi criteri metodologici il materiale. “I tempi del trasferimento si annunciano lunghi – commenta Rosa Cirone -.  Nel frattempo avremo la massima cura del materiale che potrà essere consultato in sede da studenti ricercatori. Inoltre, abbiamo allo studio proposte culturali aperte al territorio per far conoscere e valorizzare questo patrimonio. Iniziative che continueranno di concerto con l’Archivio di Stato, anche dopo il trasferimento nei nuovi locali del materiale”.