Carcere e università, la ricerca scientifica è senza confini

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”Formazione” e “Ricerca” sono le parole che definiscono il nuovo accordo quadro sottoscritto lunedì scorso dall’Università Alma Mater Studiorum di Bologna e il Provveditorato dell’Amministrazione penitenziaria Emilia Romagna Marche (PRAP).

Una collaborazione iniziata diversi anni fa che ha portato alla nascita del Polo Universitario Penitenziario (PUP) all’interno della casa circondariale “Rocco D’Amato” di Bologna, che ha sostenuto con convenzioni specifiche gli studi universitari di detenuti e operatori e che ora si estende ad attività di ricerca e di formazione per sviluppare e diffondere, in chiave comparata, la conoscenza del sistema penitenziario sotto l’aspetto socio-giuridico.
La convenzione, sottoscritta per il PRAP dal provveditore Gloria Manzelli e, per l’Università, dal rettore Francesco Ubertini, prevede la partecipazione a progetti di ricerca scientifica a livello nazionale, europeo e internazionale, l’organizzazione di iniziative per divulgare i risultati delle ricerche, percorsi di orientamento, di alta formazione e corsi post lauream.

Specifici programmi disciplinati da “accordi attuativi” regoleranno i contributi di Università e Carcere mentre due Comitati di coordinamento dovranno facilitare la comunicazione tra le parti, monitorare la corretta attuazione dei progetti, risolvere eventuali conflitti.

L’opportunità di siglare un nuovo accordo per regolare la vasta area complementare ai corsi di laurea è stata suggerita dagli esiti positivi di alcune passate esperienze autorizzate dal PRAP e realizzate da studenti dei Dipartimenti di Scienze dell’Educazione, Giuridiche, Politiche e Sociali.